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Parma
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top
mwjgParma (mwjwmwkaAFI: /ˈparma/,cite-ref-6[6] ; mwlwPärma in mwmadialetto parmigianocite-ref-7[7]) è un mwnqcomune italiano di mwng199 598 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], mwowcapoluogo dell'mwpaomonima provincia e seconda città dell'mwpqEmilia-Romagna per popolazione dopo il capoluogo regionale mwpgBologna.cite-ref-8[8]
Antica capitale del mwraducato di Parma e Piacenza (1545-1859), la mwrqcittà di Parma è mwrgsede universitaria dall'XI secolo.cite-ref-9[9] È inoltre sede dal 2004 dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (mwswEFSA); dal 1956 del Magistrato per il mwtaPo, oggi Agenzia interregionale per il fiume Po (mwtqAIPO); dal 1990 dell'mwtgAutorità di bacino distrettuale del fiume Po (AdbPo); e dal 1994 di un mwtwReparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dei mwuaCarabinieri, con competenza sull'mwuqItalia settentrionale. Vi ha inoltre sede mwugCrédit Agricole Italia, nata dall'acquisizione di mwuwCassa di Risparmio di Parma e Piacenza.
Tutti gli anni nel mese di ottobre si tiene il mwvqFestival Verdi. Nel dicembre 2015 Parma ha ricevuto il riconoscimento di "mwvgCittà Creativa mwvwUNESCO per la Gastronomia".cite-ref-10[10]
La città è stata nominata il 16 febbraio 2018 mwxqcapitale italiana della cultura per l'anno 2020;cite-ref-parma-capitale-italiana-della-cultura-2020-11-0[11] il 12 marzo 2020 la mwygpandemia di COVID-19 ha costretto l'organizzazione alla sospensione ufficiale della rassegna fino a data da destinarsicite-ref-12[12] e alla cancellazione o al rinvio di gran parte degli eventi previsti; in seguito, col decreto Rilancio approvato dal mwzwConsiglio dei ministri il 13 maggio seguente, il titolo è stato conferito anche per il 2021.cite-ref-13[13]
Parma sarà inoltre mwbqCapitale europea della gioventù 2027.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Media
• Arte
• Cinema
• Musica
• Cucina
• Eventi
• Frazioni
• Economia
• Turismo
• Terme
• Strade
• Ferrovie
• Eliporti
• Tranvie
• Sport
• Note
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Geografia fisica
«Come capitale le competeva un fiume, a Parma, ma siccome è una piccola capitale le è toccato un torrente, spesso asciutto.»
Situata nel mwcwNord Italia, nella parte occidentale dell'mwdaEmilia, tra gli mwdqAppennini e la mwdgPianura Padana, la città è divisa in due dal mwdwtorrente Parma, affluente del mweaPo che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell'affluente mweqBaganza. La Parma è un torrente, quindi un corso d'acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale, quando prende il nome di "Parma voladora", alle desolate secche estive.
All'inizio dell'Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, il "lungoparma" appunto, che consegnano alla città un profilo continuo.
Territorio
Per mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del mwfqtorrente Parma, nel 2005 è stata creata una mwfgcassa di espansione, pochi chilometri a sud del centro urbano, in località Marano. L'invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d'acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione durante gli eventi di piena del torrente. È costituito da una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24.cite-ref-14[14] Il territorio comunale è interamente pianeggiante e due corsi d'acqua ne delimitano parte dei confini, a ovest il mwgwfiume Taro e a est il torrente mwhaEnza, che marca anche la separazione dalla vicina mwhqprovincia di Reggio Emilia. Le prime propaggini dell'Appennino Parmense si trovano circa a 15 chilometri in direzione sud, al di fuori del territorio comunale, nei comuni limitrofi di mwhgTraversetolo, mwhwLesignano de' Bagni, mwiaLanghirano, mwiqFelino, mwigSala Baganza e mwiwCollecchio.
• mwjgClassificazione sismica: zona sismica 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
Il clima di Parma è tipicamente continentale: le estati sono calde e afose con temperature diurne che superano abbondantemente i mwkw30 °C (il 25 agosto 2023 è stato stabilito il nuovo record dal 1878 come giornata più calda in assoluto; la temperatura massima è stata di mwla40,4 °C).cite-ref-medieclima-15-0[15]cite-ref-16[16] Gli inverni sono freddi anche se leggermente più miti e meno nevosi rispetto al passato. Il minimo storico record fu raggiunto il 10 gennaio 1985 quando la temperatura scese a mwnq−18,0 °C nel centro della città e nelle campagne circostanti si registrò mwng−25,0 °C cite-ref-medieclima-15-1[15]cite-ref-17[17]cite-ref-18[18] <ref>{{cita web|url=http://www.scia.sinanet.apat.it/|titolo=Valori estremi mensili ricavati dalle serie temporali del Sistema nazionale di raccolta, elaborazione e diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale dell'APAT.|accesso=2 gennaio 2011}}</ref> . L'ultima nevicata di notevole entità avvenne il 9 e 10 marzo 2010 quando caddero 75mwqw cm di mwraneve in poco più di 24 orecite-ref-19[19]. Il fenomeno della nebbia, assai diffuso fino agli anni 90, è quasi interamente scomparso nell'area urbana, rimanendo confinato alle basse pianure. Il mese più piovoso è mwsqottobre con una media di 91mwsg mm, il più secco è il mese di mwswluglio con una media di 36mwta mm (medie mensili riferite al periodo 1961-1990).cite-ref-20[20]
In base alla media trentennale 1991-2020, la mwugtemperatura media del mese più freddo, mwuwgennaio, si attesta a mwva4,0 °C; quella del mese più caldo, mwvqluglio, è di mwvg26,1 °C. Le mwvwprecipitazioni medie annue si attestano a 777mwwa mm, con minimi relativi in mwwqestate e in mwwginverno, picco massimo in mwwwautunno e massimo secondario in mwxaprimavera. L'mwxqeliofania assoluta media annua fa registrare il dato medio di 6,4 ore giornaliere, con massimo di 10,2 ore medie giornaliere in mwxgluglio e minimo di 2,6 ore medie giornaliere in dicembre (i dati delle precipitazioni e dell'eliofania sono riferiti al trentennio 1961-1990)cite-ref-21[21]
| Parma Università (1991-2020) | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Parma Università (1991-2020) | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 6,9 | 9,8 | 15,5 | 19,5 | 24,6 | 29,2 | 31,8 | 31,3 | 25,6 | 18,7 | 11,9 | 7,3 | 8,0 | 19,9 | 30,8 | 18,7 | 19,3 |
| T. min. media ( °C ) | 1,1 | 2,2 | 5,9 | 9,5 | 14,0 | 18,2 | 20,4 | 20,4 | 15,9 | 11,5 | 6,6 | 2,0 | 1,8 | 9,8 | 19,7 | 11,3 | 10,6 |
| Precipitazioni ( mm ) | 57 | 55 | 65 | 76 | 73 | 56 | 37 | 48 | 67 | 96 | 84 | 63 | 175 | 214 | 141 | 247 | 777 |
| Giorni di pioggia | 7 | 7 | 8 | 9 | 9 | 7 | 4 | 5 | 6 | 9 | 9 | 8 | 22 | 26 | 16 | 24 | 88 |
| Eliofania assoluta ( ore al giorno ) | 2,8 | 4,1 | 5,6 | 7,1 | 8,3 | 9,8 | 10,2 | 9,3 | 8,1 | 5,7 | 3,1 | 2,6 | 3,2 | 7,0 | 9,8 | 5,6 | 6,4 |
mwzgmwzwmw0aClassificazione climatica: zona E, 2289 mw0qGGcite-ref-22[22] mw1gmw1wDiffusività atmosferica: bassa, Ibimet CNR 2002
Origini del nome
Secondo numerosi storici, il toponimo deriverebbe dallo mw2gscudo rotondo utilizzato dall'mw2wesercito Romano, che probabilmente richiamava la forma del primo nucleo cittadino. Secondo altri studiosi, avrebbe invece un'origine più antica, derivata dai mw3agentilizi mw3qetruschi mw3gParmnie, al femminile mw3wParmni, dall'mw4aantroponimo mw4qParme.cite-ref-et-del-ferro-23-0[23] Le due tesi apparentemente contraddittorie sono sintetizzate dal linguista mw5gMassimo Pittau, che ritiene che la voce mw5wlatina mw6aparma/parmae fosse un mw6qprestito della mw6glingua etrusca e che l'mw6wantico popolo utilizzasse già lo stesso scudo metallico di forma circolare.cite-ref-24[24] Non viene da tutti esclusa nemmeno un'indefinita origine mw8aligure o mw8qceltica del toponimo mw8glatinizzato.cite-ref-et-del-ferro-23-1[23] Esiste infine l'ipotesi che il nome derivi dal mw9wtorrente omonimo che l'attraversa.cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]
«Il nome di Parma, una città dove desideravo più andare da quando avevo letto
La Certosa
, mi appariva compatto, liscio, color malva e morbido, se mi si parlasse di una casa qualunque di Parma nella quale sarei stato ricevuto, mi si causava il piacere di pensare che abiterei una residenza liscia, compatta, color malva e morbida, che non aveva relazione con le residenze di nessun'altra città d'Italia.»
(Marcel Proust, La strada di Swann)
Nome degli abitanti
Benché per secoli gli abitanti della città e del suo territorio siano stati indifferentemente chiamati parmigiani o parmensi, soprattutto dal XX secolo è molto diffuso l'uso di indicare con il primo soltanto i nativi o residenti di Parma e con il secondo esclusivamente quelli della mwaqqsua provincia, detta per l'appunto Parmense.cite-ref-27[27]cite-ref-28[28]cite-ref-29[29]
Storia
Le più antiche tracce della presenza dell'uomo nel territorio di Parma risalgono al mwarsneolitico antico, compreso all'incirca tra il 5600 e il 5000 a.C., ma all'epoca la zona risultava scarsamente abitata;cite-ref-30[30] la situazione mutò dopo il 5000 a.C., quando si svilupparono vari insediamenti riferibili alla mwasacultura dei vasi a bocca quadrata.cite-ref-31[31]
Durante l'mwasyetà del bronzo antico, tra il XVIII e il XVII secolo a.C., furono fondati alcuni villaggi ascrivibili alla mwasccultura di Polada,cite-ref-32[32] ma fu con l'inizio dell'età del bronzo medio, a partire dal XVI secolo a.C., che si diffusero nel territorio numerosi insediamenti mwaswterramaricoli.cite-ref-33[33]
Benché non esistano tracce testimoniali, per alcuni storici e secondo una menzione di mwatiTito Livio, Parma sarebbe stata fondata dagli mwatmEtruschi,cite-ref-34[34] che si insediarono nell'mwatgEmilia occidentale tra il VII e il VI secolo a.C. Successivamente, verso il IV secolo a.C., la regione venne occupata dai mwatkcelti mwatoBoi.cite-ref-et-del-ferro-23-2[23]
Con la progressiva conquista del mwauaNord Italia da parte dei mwaueRomani, nel 183 a.C. Parma divenne una colonia romana e a ognuna delle 2.000 famiglie installate vennero affidati lotti di terra in prossimità della mwauivia Emilia, dalla quale, a est della città, partiva un mwaumcardo della centuriazione che si insinuava lungo la valle del mwauqtorrente Parma, dando origine alla mwauustrada delle cento miglia, che collegava Parma a mwauyLuni attraverso il mwaucpasso del Lagastrello. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell'Impero valse alla città il titolo di mwaugAugusta Parmensis.
In tempi successivi, la crisi dell'mwauoImpero romano causerà anche a Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica fino al culmine di una decadenza demografica, che nel 377 obbligò l'imperatore mwausGraziano a stabilire nella zona una tribù di barbari, i mwauwTaifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza: ai saccheggi di mwau0Attila del 452, si contrappose, dopo il 502, la rinascita a opera di mwau4Teodorico; alle successive conseguenze drammatiche causate dalle mwau8guerre gotiche ci fu nuovamente il rifiorire durante il breve periodo bizantino (539-568), che valse a Parma l'appellativo di "Crisopoli" (Città d'oro).
Fu in seguito, con l'arrivo dei mwaveLongobardi nel 593, che Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo, la capitale di un ducato in cui risiedeva una delle figlie del re mwaviAgilulfo. I mwavmFranchi succedettero ai duchi longobardi e nell'879 mwavqCarlomanno accordò al vescovo mwavuGuibodo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nel IX secolo dalle invasioni dei mwavyMagiari, seguì un periodo di pace e crescita demografica. In questa fase Parma continuò a essere governata da una lunga serie di conti-vescovi fino al XII secolo, quando la città divenne un mwavclibero comune, amministrato da un mwavgpodestà e da un mwavkcapitano del popolo. Nel 1160 mwavoFederico Barbarossa sottomise i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all'Impero, ma l'autorità imperiale verrà sconfitta nella mwavsbattaglia di Legnano del 1176 dalle città riunite nella mwavwLega Lombarda (tra cui Parma). Nel 1183 la mwav0Pace di Costanza ristabilì l'autonomia cittadina.
Nella lunga contesa tra mwawmguelfi e ghibellini, che dominò la vita politica italiana dal XII al XIV secolo, Parma si schierò dapprima coi ghibellini, favorevoli all'Imperatore, e successivamente con i guelfi, dopo la battaglia di Borghetto del Taro (nei pressi dell'attuale mwawqCastelguelfo). Seguì un periodo di dominazione straniera: Parma fu sottoposta al dominio milanese dei mwawuVisconti dal 1346 al 1447, salvo un breve intermezzo, tra il 1404 e il 1409, in cui il potere passa nelle mani di mwawyOttobuono de' Terzi. Ai Visconti, succederanno gli mwawcSforza ma anche le dominazioni francesi.
L'assedio di Parma (1247-1248)
Nel 1247 grazie alla momentanea assenza da Parma di Enzo, figlio dell'Imperatore
Federico II di Svevia
, i
guelfi
, vinti i partigiani
ghibellini
nella battaglia di Borghetto di
Noceto
, approfittarono per tornare al governo della città. L'Imperatore, furibondo, decise di rinviare l'assedio di
Lione
dirigendosi su Parma alla testa di un vendicativo esercito e con il chiaro intento di distruggerla in maniera esemplare. A ovest della città, nel giugno del 1247, fece costruire in località Grola (identificata da alcuni con l'attuale frazione di
Fognano
) una città-accampamento cui diede il nome augurale di Vittoria, composta da case in muratura, una chiesa e una zecca. L'assedio fu durissimo per la popolazione parmigiana e per il contado già allo stremo delle forze. Approfittando dell'assenza dell'Imperatore, impegnato in una battuta di caccia nella valle del Taro, il 18 febbraio del 1248 le truppe parmensi seguite da tutti i cittadini uscirono dalle mura attaccando e distruggendo la città imperiale e le truppe assedianti. L'imperatore
Federico II
riuscì a stento a rifugiarsi, con pochi seguaci, nella vicina
Borgo San Donnino
. Tra le macerie nemiche i parmigiani trovarono e si impossessarono di un ambito trofeo, la corona imperiale, simbolo estremo del loro trionfo.
Nel 1521 l'esercito pontificio e spagnolo, dopo un mwawoassedio di tre giorni, sconfisse i francesi e la città fu conquistata. Nel 1545 il mwawspapa Paolo III (nato Alessandro Farnese), creò il mwawwDucato di Parma affidandolo al figlio illegittimo mwaw0Pier Luigi Farnese e la famiglia farnesiana mantenne il governo ducale fino al 1731, facendo di Parma una piccola capitale italiana, con una vera e propria corte.
Ai Farnese succedettero i mwaw8Borbone con l'mwaxaInfante di Spagna mwaxeCarlo I, figlio di mwaxiElisabetta Farnese e di mwaxmFilippo V di Spagna. Nel 1734, in seguito allo scoppio della mwaxqguerra di successione polacca e alla mwaxuconquista borbonica delle Due Sicilie, Carlo I venne riconosciuto Re di Napoli, ma fu obbligato a cedere nel 1735 il ducato di Parma all'imperatore mwaxyCarlo VI d'Asburgo, senza prima dimenticarsi di spogliare Parma di tutte le raccolte di famiglia conservate nei palazzi e portarle con sé a Napoli.cite-ref-35[35]cite-ref-36[36] Nel 1748 il ducato di Parma e Piacenza, con l'aggiunta di mwax8Guastalla, tornò ai Borbone con la stipula del mwayaTrattato di Aquisgrana, che pose fine alla mwayeguerra di successione austriaca; mwayiFilippo fondò la dinastia dei mwaymBorbone-Parma, che contribuì a rendere Parma un faro culturale in Europa. Nel 1802 mwayqNapoleone Bonaparte annetté il ducato alla mwayuFrancia, trasformandolo in semplice dipartimento (mwayydipartimento del Taro). Durante l'occupazione francese, diverse opere d'arte presero la via della Franciacite-ref-37[37] a causa delle mwaysspoliazioni napoleoniche. Parma fu insieme a Firenze la più saccheggiata. Secondo il catalogo pubblicato nel mwaywBulletin de la Société de l'art français del 1936cite-ref-38[38], delle 47 opere d'arte inviate in Francia e catalogate, solo 28 tornarono a Parma, la maggior parte di quelle che rimasero in Francia vennero esposte al mwazeLouvre e nei musei di provincia francese.
Solo con l'abdicazione di Napoleone, avvenuta nel 1814, e il successivo mwazmCongresso di Vienna, venne ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidato temporaneamente agli mwazqAsburgo. mwazuMaria Luigia d'Austria, sposa di Napoleone e figlia dell'imperatore mwazyFrancesco I, divenne in questo modo la nuova duchessa della città e, malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831, conservò il potere fino alla sua morte, avvenuta nel 1847, senza però il potere di trasmettere il trono a eredi. Nello stesso anno i Borbone-Parma tornano a governare il ducato, dapprima con mwazcCarlo II (1847-1849), al quale succedette il figlio, mwazgCarlo III (1849-1854), pugnalato a morte per strada il 26 marzo 1854 da un attentatore rimasto sconosciuto, e infine con mwazkRoberto I che, essendo troppo giovane per governare, ebbe la reggenza assicurata dalla madre mwazoLuisa Maria di Borbone-Francia. Roberto I venne deposto nel 1859, a undici anni, quando, allo scoppio della mwazsseconda guerra di indipendenza, la madre preferì fuggire nel mwazwRegno Lombardo-Veneto, in attesa dell'esito della guerra. Con l'mwaz0Armistizio di Villafranca il mwaz4Regno di Sardegna annetté il Ducato dopo un mwaz8plebiscito celebrato nel 1860. Il ramo dei Borbone-Parma prospera tuttora e, dal 1964, i nipoti di Roberto sono mwaaaGranduchi del Lussemburgo.
Nel 1922 la città di Parma si distinse per aver combattuto le milizie fasciste comandate da mwaaiItalo Balbo erigendo barricate in numerosi quartieri della città. Il 23 aprile 1945 iniziò la ritirata delle truppe nazi-fasciste da Parma e il 24 aprile un gruppo di cittadini prese provvisoriamente in consegna il quotidiano locale mwaammwaaqLa Gazzetta di Parma,cite-ref-39[39] con lo scopo di cederlo al mwaakComitato di Liberazione Nazionale; infine, il 26 aprile, mwaaopartigiani e truppe alleate fecero il loro ingresso in città. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la mwaasseconda guerra mondiale Parma è tra le mwaawCittà decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione e insignita della mwaa0Medaglia d'Oro al Valor Militare. Durante l'Assemblea Costituente ci fu il tentativo, da parte del sen. mwaa4Giuseppe Micheli e di alcuni politici, di creare la regione mwaa8Emilia Lunense, avente come capoluogo Parma: la proposta dapprima venne approvata, ma in seguito venne sospesa con l'articolo Mortati.
Simboli
Stemma
Lo stemma del Comune è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 22 aprile 1939cite-ref-40[40] ed è costituito da uno scudo con croce azzurra in campo oro, sormontata da corona ducale e contornata dal motto: mwabsHostis turbetur quia Parmam virgo tuetur che significa "tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma". La frase fu coniata in occasione della vittoria dei parmigiani nel 1248 sulle truppe assedianti guidate dall'imperatore mwabwFederico II.
«Tutti i Parmigiani e tutti i cavalieri e i popolani armati e addestrati per il combattimento, sortirono da Parma, e le donne uscirono con loro; similmente i bambini e le bambine, gli adolescenti e le ragazze, i vecchi con i giovani (Salmi, 148,12); e con grande impeto scacciarono da Vittoria l'imperatore con tutti i suoi cavalieri e fanti.»
(Salimbene de Adam, Chronica, 1281-1288)
Gonfalone
Il gonfalone del Comune consiste in un drappo con croce azzurra in campo oro recante l'iscrizione: "aurea Parma" che richiama l'antica denominazione che i mwacubizantini avevano coniato per la città: "Crisopoli".
(latino)
«Chrysopolis dudum Graecorum dicitur usu, aurea sub lingua sonat haec urbs esse latina; scilicet urbs Parma, quia Grammatica manet alta, Artes ac septem studiose sunt ibi lectae»
(italiano)
«All'uso dei Greci ancora Parma viene chiamata Crisopoli, che in greco significa città d'oro; come a dire che primeggia nella grammatica e che in essa sono coltivate con passione tutte e sette le arti»
(Donizone, Vita della contessa Matilda, 1115)
Bandiera
L'amministrazione comunale utilizza una bandiera costituita da un drappo di giallo alla croce di azzurro.
Onorificenze
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Parma»
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Regio decreto 5 giugno 1910
È tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 9 settembre 1947 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.cite-ref-42[42]
Medaglia d'oro al valor militare
«Fiera delle secolari tradizioni della vittoria sulle orde di Federico Imperatore, le novelle schiere partigiane rinnovavano l'epopea vincendo per la seconda volta i barbari nipoti, oppressori delle libere contrade d'Italia. L'impari lotta, sostenuta con la stessa fede dei padri e col sangue dei figli migliori, cominciava per merito dei primi volontari della libertà all'alba del 9 settembre 1943 e si concludeva il 25 aprile 1945 con la sollevazione del popolo tutto che, affiancando i settemila e cinquecento fratelli partigiani combattenti, costrinse alla resa e vide la fuga del nemico. L'ombra del glorioso gonfalone ornato dell'aurea gemma del valore riconosciuto dalla Patria grata, aleggia e custodisce la sacra memoria dei seicentonovanta quattro caduti con le armi in pugno per la redenzione dell'Italia, dei quattrocento sepolti sotto le macerie della città straziata dai bombardamenti aerei, che, unitamente ai cinquecentotredici feriti, mutilati e invalidi, ai ventuno dispersi, e ai centonovanta deportati nelle gelide e mortifere lande dei paesi stranieri, costituirono la parte eletta del popolo che seppe difendere e riconquistare le patrie libertà.»
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9 settembre 1943 - 25 aprile 1945
Monumenti e luoghi d'interesse
In città sono repertoriati 330 beni culturali, tra i quali 34 archeologici e 296 architettonici.cite-ref-43[43]
Architetture religiose
I principali monumenti religiosi per cui la città è nota sorgono nei pressi di piazza Duomo: il mwaewDuomo, consacrato nel 1106, che, considerato fra le maggiori opere dell'mwae0architettura romanica in Italia, al suo interno conserva la mwae4mwae8Deposizione dalla croce, bassorilievo del 1178 di mwafaBenedetto Antelami, oltre agli importanti affreschi rinascimentali della mwafemwaficupola, opera del mwafmCorreggio, e delle tre navate; il mwafqBattistero dell'Antelami, consacrato nel 1270, che, interamente rivestito in marmo rosa di mwafuVerona, è arricchito da affreschi e sculture risalenti al XIII e XIV secolo; la rinascimentale mwafyabbazia di San Giovanni Evangelista, nel cui grande complesso si ammirano la chiesa con facciata marmorea tardo mwafcmanierista di mwafgSimone Moschino, ricca internamente di affreschi rinascimentali, tra cui la celeberrima mwafkmwafocupola dipinta dal Correggio, la mwafsbiblioteca con i suoi affreschi grotteschi e la mappa del ducato di Parma e Piacenza e l'mwafwantica spezieria, costituita da quattro sale contenenti ancora oggi gli arredi dell'epoca.
Non lontano si trovano inoltre il mwagymonastero di San Paolo, la cui mwagcmwaggCamera della Badessa presenta una volta a ombrello interamente affrescata dal Correggio, e la mwagkbasilica di Santa Maria della Steccata, che, considerata uno degli esempi più significativi in mwagoItalia di chiese a mwagspianta centrale della prima metà del XVI secolo, presenta al suo interno notevoli affreschi rinascimentali, tra cui le mwagwmwag0Tre vergini savie e tre vergini stolte, capolavoro realizzato dal mwag4Parmigianino.
Sempre a pochi passi da piazza Duomo si trova la mwahgchiesa di San Francesco del Prato, la più grande della città, con l'adiacente piccolo mwahkoratorio dell'Immacolata Concezione; risalente al XIII secolo e in puro stile gotico francescano, all'inizio del XIX secolo fu sconsacrata e trasformata in carcere maschile, ma nel 2021 fu ristrutturata e riaperta al culto.
Degne di nota sono inoltre: la mwah8neoclassica mwaiachiesa di San Pietro Apostolo, del mwaiePetitot; la mwaiibarocca mwaimchiesa di San Vitale, con lo scenografico mwaiqMonumento Beccaria; la barocca mwaiuchiesa di Sant'Antonio Abate progettata da mwaiyFerdinando Galli da Bibbiena; l'antica mwaicchiesa di San Sepolcro; la gotica mwaigex chiesa di Santa Maria del Carmine; la piccola mwaikchiesa di Santa Maria degli Angeli, ricca di affreschi.
Nel quartiere mwajmOltretorrente sorge la monumentale mwajqchiesa della Santissima Annunziata di mwajuGiovan Battista Fornovo, considerata uno dei monumenti più significativi del mwajyManierismo sperimentale della seconda metà del XVI secolo, a insolita pianta ellittica con dieci absidiole disposte a raggiera.
Non lontano si trovano anche: la barocca piccola mwajgchiesa di Santa Maria delle Grazie, con affreschi di mwajkSebastiano Galeotti; l'mwajooratorio di Sant'Ilario all'interno dell'mwajsOspedale Vecchio, dedicato al patrono cittadino; l'ex mwajwchiesa di San Francesco di Paola, di cui si conserva ancora solo la facciata barocca contornata da due torri dette "dei Paolotti"; la romanica mwaj0chiesa di Santa Croce; la barocca mwaj4chiesa di Santa Maria del Quartiere di mwaj8Giovan Battista Aleotti, caratterizzata dalla grande cupola con magnifici affreschi del mwakaParadiso, opera di mwakePier Antonio Bernabei.
All'esterno dell'area urbana sorgono due notevoli complessi monastici: l'mwakmabbazia di Valserena (nota anche come "Certosa di Paradigna"), oggi sede del mwakqCentro studi e archivio della comunicazione, la cui imponente chiesa conserva gli interni in stile mwakugotico lombardo; la mwakycertosa di San Girolamo (nota anche come "Certosa di Parma"), oggi sede della Scuola di Formazione e Aggiornamento della mwakcPolizia Penitenziaria, che conserva tuttora importanti opere d'arte.
Nelle frazioni sono infine degne di nota: la mwakkpieve di San Pancrazio a mwakoSan Pancrazio Parmense, che conserva colonne e capitelli d'epoca mwaksromana e romanica; la romanica mwakwpieve di San Geminiano a mwak0Vicofertile, che mantiene gli originari capitelli figurati risalenti al XII-XIII secolo e un fonte battesimale mwak4medievale; la romanica mwak8pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a mwalaGaione, che contiene reperti archeologici di rilievo.
Architetture militari
Il principale edificio di carattere militare conservato in città è la mwal0Cittadella, imponente fortezza pentagonale oggi al centro dell'omonimo quartiere; costruita alla fine del XVI secolo da mwal4Smeraldo Smeraldi per volere del duca mwal8Alessandro Farnese, il suo ingresso principale è incorniciato da una facciata monumentale in mwamamarmo di Carrara progettata nel 1596 da mwameSimone Moschino; cessate le originarie funzioni difensive, nel mwamisecondo dopoguerra fu trasformata in un grande parco pubblico, molto frequentato dai parmigiani.
In città è inoltre presente il piccolo Torrione Visconteo, situato di fronte al mwamuPalazzo della Pilotta sul lato opposto del mwamytorrente; fu costruito da mwamcBernabò Visconti nel XIV secolo.
Per quanto riguarda le mwamkmura cittadine, Parma fu per millenni circondata da una cerchia muraria, nei secoli modificata e ampliata; tuttavia nei primissimi anni del XX secolo fu deciso l'abbattimento dell'intera cinta, di cui si conservano solo alcune parziali tracce e due delle cinque Porte: l'antica mwamoPorta San Francesco al termine di strada Nino Bixio, affiancata dal 1866 dalla monumentale Barriera Bixio; l'elegante edificio mwamsfarnesiano della rinascimentale mwamwPorta Santa Croce a lato dell'omonimo piazzale. Non restano invece tracce di Porta San Barnaba a barriera Garibaldi, mentre sono conservati nel Cortile della Rocchetta del mwam4Palazzo della Pilotta la facciata farnesiana di Porta San Michele a barriera Repubblica e lo stemma dei mwanaBorbone che sormontava la facciata di Porta Nuova a barriera Farini.
Nelle frazioni si trovano inoltre alcune architetture fortificate, a testimonianza delle numerose strutture difensive che in epoca medievale punteggiavano il territorio; tra esse si hanno il mwanmtorrione di Baganzola, il mwanqtorrione di Beneceto, il mwanutorrione di Vicomero, la mwanytorre degli Alberi e il mwanccastello di Panocchia.
Architetture civili
Palazzi
I principali palazzi cittadini vennero edificati nei secoli in cui Parma fu capitale del mwaouDucato. Tra essi spicca per importanza l'enorme complesso monumentale del mwaoyPalazzo della Pilotta, edificato per i duchi mwaocFarnese a partire dal 1580 quale contenitore di tutti i servizi della Corte e dello Stato; vi si accede attraverso un imponente scalone a forbice coperto da cupola progettato da mwaogSimone Moschino; oggi è sede della mwaokGalleria Nazionale di Parma, del mwaooTeatro Farnese, del mwaosMuseo archeologico nazionale di Parma, della mwaowBiblioteca Palatina, del mwao0Museo Bodoniano e dell'mwao4istituto d'Arte Paolo Toschi.
Sullo stesso mwapapiazzale della Pace, oltre ai mwapeneoclassici mwapipalazzo della Provincia e mwapmpalazzo dei Ministeri, sorge anche il mwapqPalazzo di Riserva, costruito a partire dal 1673, che si presenta oggi con le caratteristiche facciate in mwapustile Luigi XV a nord e ovest, accanto all'ala neoclassica progettata dal mwapyPetitot oggi sede del mwapcmuseo Glauco Lombardi; costola dell'edificio è il mwapgpalazzo delle Poste, in puro stile mwapkliberty.
Oltrepassato il mwaqmtorrente Parma, all'interno del mwaqqParco Ducale si trova il mwaquPalazzo del Giardino, edificio di Corte costruito dal 1561 su progetto del mwaqyVignola e ancora oggi ricco di importanti affreschi e stucchi seicenteschi; nello stesso parco sorge anche il mwaqcrinascimentale mwaqgPalazzetto Eucherio Sanvitale, che conserva al suo interno frammenti di un affresco del mwaqkParmigianino. Non lontano si erge inoltre l'enorme edificio monumentale dell'mwaqoOspedale Vecchio, raro esempio di architettura ospedaliera di epoca rinascimentale.
Nella centrale piazza Garibaldi, sede del potere comunale in epoca medievale, si trovano ancora oggi vari edifici che ne sono testimonianza: il rinascimentale mwarqpalazzo del Comune, contenente numerose opere di valore e attuale sede di rappresentanza dell'amministrazione comunale cittadina; il mwarupalazzo del Podestà, costola del precedente, caratterizzato dalle eleganti trifore mwarymedievali; l'antico mwarcpalazzo del Governatore, ristrutturato in stile neoclassico dal mwargPetitot e oggi centro di esposizione permanente di arte moderna e contemporanea. Accanto alla neoclassica mwarkchiesa di San Pietro Apostolo, sorge inoltre il mwaroneorinascimentale mwarspalazzo della Cassa di Risparmio con l'annesso mwarwex palazzo della Camera di commercio, con le pregevoli sale liberty e mwar0déco.
Spostandosi in piazza Duomo, si erge il mwascPalazzo Episcopale, antichissima residenza vescovile caratterizzata dalle trifore duecentesche e dai loggiati rinascimentali, ancora oggi sede della mwasgdiocesi di Parma e del mwaskMuseo diocesano; nelle vicinanze sorge inoltre il mwasoSeminario maggiore, che conserva della struttura rinascimentale il porticato con loggiato sovrastante della facciata, chiusi nel XIX secolo.
Tra gli antichi palazzi pubblici cittadini, sono degni di nota anche: il mwaswpalazzo dell'Università, imponente edificio del XVI secolo, attuale sede centrale dell'mwas0Università di Parma; il barocco mwas4Palazzo delle Orsoline; il mwas8palazzo del Tribunale; il neorinascimentale mwataPalazzo Ape Museo; il neoclassico mwatePalazzo Imperiale dell'Arena, grande edificio ricco di importanti affreschi e sede del Convitto Nazionale Maria Luigia; il settecentesco mwatipalazzo delle Carrozze, sede dell'unità di lingue dell'mwatmUniversità degli Studi di Parma; l'elegante mwatqCasinetto Petitot, tra i primi eleganti Cafè italiani costruiti in epoca neoclassica; l'imponente mwatuPalazzo Giordani, in stile liberty, sede degli uffici della Provincia di Parma; il mwatyneogotico mwatcSeminario minore; la mwatgCasa madre dei Missionari Saveriani, sede del mwatkMuseo d'arte cinese ed etnografico.
In città sono infine numerosi i palazzi nobiliari di pregio: il settecentesco mwatsPalazzo Dalla Rosa Prati; l'imponente mwatwPalazzo Sanvitale, oggi sede del mwat0museo Amedeo Bocchi; il rinascimentale mwat4Palazzo Cusani, attuale sede della mwat8Casa della Musica; il mwauaPalazzo Tirelli, caratterizzato dalle ampie finestre rinascimentali in cotto; il neoclassico mwauePalazzo Dazzi; il barocco mwauiPalazzo Rangoni Farnese, con l'imponente portale costituito da due pseudo mwaumtelamoni che sorreggono il balcone, oggi sede della mwauqPrefettura; il settecentesco mwauuPalazzo Marchi, con facciata in finto bugnato; il mwauyPalazzo Bossi Bocchi, oggi sede del mwaucmuseo Fondazione Cariparma; il neoclassico mwaugPalazzo Soragna, attuale sede dell'Unione Parmense degli Industriali; il rinascimentale mwaukPalazzo Tarasconi; l'ottocentesco mwauoPalazzo Carmi, con l'imponente facciata neoclassica; il barocco mwausPalazzo Pallavicino, contenente pregevoli affreschi di mwauwSebastiano Galeotti e attuale sede del mwau0Tribunale Amministrativo Regionale; il quattrocentesco mwau4Palazzo Boselli.
Ville
In ambito urbano sono numerosi i villini e le ville d'epoca mwavsliberty, sorti nei primi anni del mwavwnovecento soprattutto nelle zone a sud-est del centro storico, attorno a viale Campanini e alla mwav0Cittadella. Tra essi è degno di nota il mwav4Villino Bonazzi, costruito nel 1911 dall'architetto Mario Stocchi Monti e considerato tra i più tipici del liberty italiano.cite-ref-44[44] Nella periferia sud si trovano le mwawmneoclassiche mwawqVilla Picedi al termine di viale Rustici e mwawuVilla Avogadro in strada Farnese, edificate originariamente in aperta campagna.
Spostandosi fuori città, si trovano varie ville nobiliari di pregio: all'estremità ovest di Parma, nei pressi di mwawcSan Pancrazio Parmense, la neoclassica mwawgVilla Levi-Tedeschi, caratterizzata da un imponente pronao e da un'alta torretta; a mwawkVigolante la neoclassica mwawoVilla Mazzieri, dominata dall'alta torre mwawsneogotica; a mwawwSan Ruffino la neoclassica mwaw0Villa Paveri Fontana Della Zoppa, caratterizzata dal portico centrale su colonne e dal grande mwaw4frontone di coronamento della facciata; a mwaw8Gaione la neoclassica mwaxaVilla Paganini, circondata da un ampio parco, appartenuta al violinista mwaxeNiccolò Paganini; a mwaxiCarignano la cinquecentesca mwaxmVilla Malenchini al centro di un mwaxqparco romantico di 15 ettari, caratterizzata dalla struttura mwaxurococò del portale d'ingresso e dagli importanti affreschi mwaxyrinascimentali di mwaxcCesare Baglioni delle sale interne; a mwaxgVigatto la neobarocchetta mwaxkVilla Meli Lupi con l'annessa neogotica Villa Magawly-Cerati e il grande parco all'inglese; a mwaxoMarore la neoclassica mwaxsVilla Petitot dell'architetto mwaxwEnnemond Alexandre Petitot, che ospita ancora un teatrino dell'epoca interamente affrescato; a mwax0Porporano la neoclassica mwax4Villa Simonetta, caratterizzata dal doppio loggiato con mwax8altana e frontone della facciata ovest; a mwayaSan Prospero Parmense la neoclassica mwayeVilla Mattei, ristrutturata forse dal Petitot e dominata dal frontone semicircolare dell'avancorpo centrale.
Teatri
La città di Parma è universalmente nota per la musica lirica.cite-ref-45[45] L'edificio più rappresentativo in tal senso è il mwazineoclassico mwazmTeatro Regio, mwazqteatro d'opera cittadino, considerato uno tra i più importanti teatri di tradizione in mwazuItalia;cite-ref-teatroditradizione-46-0[46] fu costruito dal 1821 dall'architetto mwazoNicola Bettoli per volere della duchessa mwazsMaria Luigia; l'interno si sviluppa su quattro ordini di palchi e loggione, decorati da mwazwGirolamo Magnani, e conserva l'antico sipario dipinto di mwaz0Giovan Battista Borghesi.
L'altro teatro storico per cui la città è conosciuta è il ligneo mwa0cTeatro Farnese, situato all'interno del mwa0gPalazzo della Pilotta; considerato uno dei primi teatricite-ref-47[47] a essere dotato di un arco di mwa00proscenio permanente, fu il primo teatro europeo a scena mobile; fu costruito dal 1617 da mwa04Giovan Battista Aleotti quale teatro di Corte per i duchi mwa08Farnese; distrutto da un bombardamento aereo del maggio 1944, fu ricostruito nel mwa1asecondo dopoguerra secondo i disegni originali.
Un piccolo teatro ottocentesco, progettato dall'architetto Nicola Bettoli per volere della duchessa Maria Luigia, è situato all'interno del mwa1iConvitto nazionale Maria Luigia.cite-ref-48[48]
Alle porte del centro storico, all'interno del mwa1gParco Eridania sorge poi l'mwa1kAuditorium Niccolò Paganini, progettato dall'architetto mwa1oRenzo Piano e inaugurato nel 2001 recuperando le precedenti strutture industriali dello mwa1szuccherificio mwa1wEridania.
In città sono presenti inoltre altri teatri degni di nota: il mwa14Teatro Due, sovrastato da un recente anfiteatro all'aperto da 780 posti, considerato un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale e internazionale;cite-ref-49[49] il mwa2mTeatro al Parco, all'interno delle palazzine costruite tra il 1939 e il 1941 per ospitare esposizioni fieristiche nel mwa2qParco Ducale, da anni sede della "Compagnia delle Briciole"; l'enorme Palaverdi, inizialmente noto come Palacassa, auditorium all'interno del quartiere fieristico; il costruendo Teatro Giovannino Guareschi, destinato a proporre stagioni di teatro popolare parmigiano interamente in mwa2clingua dialettale.
Nella frazione di mwa2kMarore la mwa2oVilla Petitot conserva infine un raro esempio di teatrino privato settecentesco ancora integro, disegnato dall'architetto mwa2sEnnemond Alexandre Petitot in stile neoclassico.cite-ref-50[50]
Monumenti
La città conserva ancora alcune tracce della sua antica origine mwa3wromana; tra queste, sotto l'attuale strada Mazzini sono visibili i resti del mwa30Pons Lapidis (noto anche come "Ponte Romano"), inizialmente edificato in muratura in mwa34età Augustea ma ricostruito in pietra da mwa38Teodorico nel 493.
Il centro cittadino ospita inoltre una serie di monumenti di notevole pregio: in piazzale Dalla Chiesa, di fronte alla mwa4kstazione ferroviaria, il bronzeo monumento a Vittorio Bottego, eseguito nel 1907 dallo scultore mwa4sEttore Ximenes; in viale Toschi, alle spalle del mwa4wPalazzo della Pilotta, l'alto obelisco del monumento alla Vittoria, realizzato nel 1917 dallo Ximenes su progetto dell'architetto Lamberto Cusani; in mwa44piazzale della Pace l'ara centrale dello scomparso mwa48monumento a Giuseppe Verdi, eseguito nel 1913 interamente in granito e bronzo dallo Ximenes, parimenti su progetto di Lamberto Cusani; nello stesso piazzale il mwa5amonumento al Partigiano, creato nel 1954 dallo scultore mwa5eMarino Mazzacurati su progetto dell'architetto mwa5iGuglielmo Lusignoli; sull'antica mwa5mtorre di San Paolo in strada Melloni il mwa5qmonumento ai Caduti di tutte le guerre, eseguito nel 1961 da vari scultori su progetto dell'architetto Mario Monguidi; al centro di piazza della Steccata, il monumento al Parmigianino, realizzato nel 1879 dallo scultore Giovanni Chierici; nella centrale piazza Garibaldi, davanti al mwa5ypalazzo del Governatore, il monumento a Giuseppe Garibaldi, creato nel 1893 dallo scultore mwa5gDavide Calandra; nella stessa piazza, in una nicchia del mwa5kpalazzo del Comune, il monumento al Correggio, realizzato nel 1870 dallo scultore mwa5sAgostino Ferrarini; a ridosso dello stesso palazzo, verso la mwa5wchiesa di San Vitale, la copia dell'antico mwa50monumento a Ercole e Anteo (noto a Parma anche come mwa54I du brasè), realizzato dall'artista fiammingo mwa58Teodoro Vandersturck tra il 1684 e 1687 e conservato in originale al centro del cortile di mwa6aPalazzo Cusani.
Spostandosi nel quartiere mwa6oOltretorrente, il mwa6sParco Ducale ospita, oltre a numerosi vasi e statue neoclassiche dello scultore mwa6wJean-Baptiste Boudard, due significativi monumenti: la grande mwa60Fontana del Trianon, realizzata tra il 1712 e il 1719 dall'architetto e scultore mwa64Giuliano Mozzani per il giardino della mwa68Reggia di Colorno e posizionata sull'isolotto al centro della peschiera del Parco Ducale nel 1920; il mwa7aTempietto d'Arcadia, realizzato in forma di rovina nel 1769 su progetto dell'architetto mwa7ePetitot.
Sempre nello stesso quartiere, appena oltre il mwa7mPonte di Mezzo sorge al centro di una piccola piazza l'alto monumento a Filippo Corridoni, costruito secondo il gusto mwa7udéco fra il 1925 e il 1927 dallo scultore mwa7yAlessandro Marzaroli, su progetto dell'architetto Mario Monguidi.
All'esterno del centro storico, lungo via Emilia Est, sorge un importante manufatto, l'mwa7gArco di San Lazzaro, arco trionfale a tre fornici costruito nel 1628 secondo il gusto mwa7kbarocco ma più volte risistemato, fino a conferirgli l'attuale veste mwa7oneoclassica.
Degno di nota è infine il neoclassico mwa7wcimitero monumentale della Villetta, costruito a pianta ottagonale nel 1817 per volere della duchessa mwa70Maria Luigia; ospita numerose tombe monumentali dedicate a personaggi illustri, tra i quali mwa74Niccolò Paganini, mwa78Ildebrando Pizzetti, mwa8aCarlo Alberto dalla Chiesa, mwa8eGiuseppe Cenni, mwa8iPadre Lino Maupas, mwa8mGiancarlo Rastelli e mwa8qPietro Barilla.
Monumenti scomparsi
Al pari di molte altre realtà, anche Parma nel corso dei secoli ha irrimediabilmente perduto numerosi monumenti per svariate ragioni. I più significativi sono: in piazza Garibaldi la mwa9eTorre civica del 1287, probabilmente la torre più alta d'Italia con i suoi stimati 130 m di altezza, crollata improvvisamente nel 1606 distruggendo anche il mwa9ipalazzo del Capitano del Popolo del 1281; in mwa9mpiazzale della Pace il neoclassico mwa9qPalazzo Ducale dell'architetto mwa9uNicola Bettoli e il mwa9yTeatro Reinach del 1871, danneggiati dai bombardamenti aerei anglo-americani del 1944 e in seguito abbattuti; in piazzale Dalla Chiesa il maestoso mwa9cmonumento a Giuseppe Verdi del 1913, danneggiato dai bombardamenti della mwa9gseconda guerra mondiale e in seguito abbattuto, conservandone solo l'ara centrale spostata successivamente in piazzale della Pace; in mwa9kpiazza Ghiaia le neoclassiche mwa9oBeccherie del 1838, demolite nel 1928 dal sindaco mwa9sGiovanni Mariotti per la creazione del mwa9wLungoparma; le mwa90mura che cingevano l'intera città e tre delle cinque Porte, rase al suolo dallo stesso sindaco Mariotti all'inizio del mwa94'900 per consentire alla città una più facile espansione.
Aree naturali e vivibilità urbana
Parchi e aree verdi
Sul territorio comunale sono presenti numerosi parchi, giardini e aree verdi, alcuni di notevole pregio storico e architettonico. Tra essi spiccano per importanza: l'antico mwa-aParco Ducale, ristrutturato nelle forme attuali nel XVIII secolo; la mwa-eCittadella, imponente fortezza pentagonale del XVI secolo trasformata nel mwa-isecondo dopoguerra in grande parco pubblico; i mwa-mGiardini di San Paolo, creati nel XIX secolo all'interno del monastero di San Paolo; il seicentesco mwa-qOrto botanico, con il settecentesco mwa-ugiardino all'italiana e le serre mwa-yneoclassiche del mwa-cPetitot.
Un'importante arteria ecologica per la città è inoltre rappresentata dagli alvei dei due torrenti che la attraversano: il mwa-0torrente Parma, che la seziona in due parti da sud a nord; il mwa-4torrente Baganza, che confluisce nell'altro immediatamente a sud del centro storico.
La percentuale di verde urbano sulla superficie comunale nel 2007 risultava pari all'1,8% (ossia circa 4,68mwbaq km²), mentre ammontava a 26,6mwbau m² il verde urbano per ogni abitante.cite-ref-51[51] Secondo il rapporto mwbaoEcosistema Urbano 2014, nel 2013 il verde fruibile pro-capite nell'area urbana risultava pari a 30,8mwbas m² per abitante, mentre la percentuale della superficie delle differenti aree verdi sul totale della superficie comunale ammontava al 3,9%.cite-ref-52[52] Nel 2014 il "patrimonio verde" della città era costituito da 3.200.000mwbba m² di aree verdi fruibili dalla cittadinanza e 40.000 risultavano gli alberi presenti, dotati di caratteristiche diverse in rapporto alla specie e anche all'età, con percentuale di alberi danneggiati rispetto alla totalità del patrimonio arboreo in carico al Comune molto ridotta e in particolare molto inferiore all'1%.cite-ref-53[53] Le aree verdi attrezzate nel 2014 ammontavano complessivamente a 146, suddivise disomogeneamente fra i vari quartieri.cite-ref-54[54] A Parma nel 2014 erano presenti in totale 34 aree per cani inserite all'interno di parchi di quartiere o nelle vicinanze di aree giochi per i bimbi, a fronte di 16.000 animali iscritti all'anagrafe apposita.cite-ref-55[55]
Per quanto riguarda la gestione delle aree verdi pubbliche, il Comune e mwbb4Iren di concerto hanno avviato negli ultimi anni il progetto "Kyoto Forest", che si occupa contemporaneamente di conservare il patrimonio arboreo esistente e di aumentarlo in maniera sensibile; sono di conseguenza previsti piantumazioni e abbattimenti delle piante che hanno terminato il proprio ciclo vitale, contestualmente alla sostituzione di ogni pianta abbattuta.cite-ref-56[56]
Vivibilità urbana
La qualità dell'aria non è sempre buona: le polveri sottili (mwbcuPM10), benché negli ultimi anni siano leggermente diminuite, superano spesso i valori permessi;cite-ref-57[57] inoltre, il 2014 ha visto ancora la città primeggiare in mwbcoRegione con 70 sforamenti dei livelli di PM10, il doppio del consentito.cite-ref-58[58] Al contrario, la raccolta differenziata, che attualmente avviene attraverso il contestatocite-ref-59[59] sistema porta a porta seralecite-ref-60[60], raggiunge valori di ottima qualità, avendo superato il 70% alla fine del 2014.cite-ref-61[61] A Parma, ove la percentuale degli spostamenti in bicicletta è elevata, la rete ciclabile si è notevolmente estesa negli ultimi anni, raggiungendo nel 2012 valori di 46,93mwbds km ogni 100mwbdw km² di superficie comunale, con un incremento del 40,3% rispetto al 2008; allo stesso tempo, la città detiene il primato in Regione sull'estensione delle aree pedonali, che nel 2012 avevano raggiunto valori di 81,84mwbd0 m² ogni 100 abitanti, con un incremento del 23,8% rispetto al 2008.cite-ref-62[62] In particolare, alla fine del 2014 l'estensione della rete ciclabile era pari a 123mwbei km, mentre le aree pedonali occupavano l'8% del centro storico e le mwbemzone a traffico limitato ne costituivano il 39%, con la previsione di una loro ulteriore estensione a breve; nello stesso tempo, le mwbeqzone 30 erano pari al 20% dell'intera area comunale.cite-ref-la-mobilit-del-futuro-a-parma-63-0[63] La "Classifica delle città italiane per qualità ambientale" del 2013, redatta a seguito di un'indagine di Ambiente Italia (Istituto di ricerca), mwbekmwbeoIl Sole 24 Ore e mwbesLegambiente considerando ben 125 indicatori, posiziona Parma al terzo posto fra le città di medie dimensioni, anticipata solo da mwbewTrento e mwbe0Bolzano.cite-ref-64[64]
Società
Evoluzione demografica
Parma è terza in Italia (analisi Censis 2010) per aumento della popolazione residente, grazie alla tenuta del tasso di natalità, alla diminuzione di quello della mortalità e all'aumento del tasso migratorio, con un ringiovanimento dell'età media e un'alta percentuale di residenti stranieri.cite-ref-bilancio-65-0[65] Sulla base della procedura DMA (Dynamic Metropolitan Areas), che consiste nel partire dai centri con oltre 50.000 abitanti e nell'aggregarvi i comuni contigui che abbiano almeno un tasso del 15% di pendolarismo per lavoro o studio verso di loro, l'mwbfkarea metropolitana di Parma viene considerata DMAs di livello B con una popolazione complessiva di 444.395 abitanti (dati dic. 2008, il dato sui flussi pendolari è desunto dal Censimento 2001 dell'Istat).
Evoluzione al XXI secolo
Dalle prime 2.000 famiglie della colonia romana del mwbfw183 a.C., la valenza strategica territoriale della città le permise anche dopo il 774 di essere prescelta quale zona d'insediamento da molti immigrati al seguito di mwbf0Carlo Magno.cite-ref-66[66] Nel 1400 si giunse a circa 12mwbgi 000 cittadini e nel 1545 Parma era considerata una città di medie dimensioni con 19.592 abitanti censiti.cite-ref-67[67] Una grave carestia sopraggiunta nel 1551 ne ridusse il numero a 17mwbgc 000, ma poco più di vent'anni più tardi, nel 1573, grazie al ruolo affermato di capitale di un ducato, il numero degli abitanti raggiunse i 26mwbgg 000 e nel 1630, grazie alle "grandi opere" edilizie che attiravano manovalanza, toccò i 46mwbgk 000, per poi ridursi a 30mwbgo 000 dopo la terribile epidemia di peste dello stesso anno. Durante il governo di mwbgsMaria Luigia, (durato dal 1814 al 1847), il numero degli abitanti passò a 45mwbgw 000, e nel 1861, anno della mwbg0proclamazione del Regno d'Italia, a Parma vivevano 47.428 abitanti, costituenti il 18,5% dei cittadini della provincia, che posizionavano la città alla ventesima posizione nel Paese.cite-ref-68[68]
Dieci anni dopo il capoluogo perse quasi 2.000 abitanti attestandosi a quota 45.511, un'involuzione in controtendenza rispetto alle altre città italiane. Il declino demografico proseguì anche negli anni successivi, attestando la popolazione nel 1881 a 45.217 abitanti e posizionando la città come ventiseiesimo capoluogo italiano.cite-ref-69[69] Il declino demografico fu l'effetto della chiusura dello Stato e della corte ducale, che provocò la perdita di molte attività economiche causando un conseguente decadimento sociale ed economico.
«[...] il pubblico ricorre col pensiero a quei tempi in cui abbondavano gli uffici e la Corte spendeva, tempi che si ricordano da molti non senza qualche compiacenza, poiché del passato si sogliono ripetere le cose liete piuttosto che le tristi e dolorose [...]. La città di Parma, come altre volte si è osservato, è forse quella fra tutte le italiane, che nel nuovo ordine di cose, per esser spoglia di propri spedienti e di forze locali, ebbe più a soffrire ne' materiali interessi. Il visibile e continuo deperimento rattrista e commuove questa popolazione [...]»
(Lettera di doglianza indirizzata al Ministero dell'interno scritta nel 1865 dal prefetto di Parma avv. Carlo Verga)
Nel 1901 il Comune di Parma era costituito quasi interamente da territorio urbano con una popolazione di 47.000 abitanti, mentre il successivo censimento, avvenuto attorno al 1911, evidenziava una prima ripresa demografica dalla fine del periodo ducale, contando circa 57.000 abitanti.
Con gli inizi del nuovo millennio, grazie ai flussi migratori, il numero di residenti nel territorio comunale è cresciuto costantemente fino alla fine del 2012, mentre è calato nel corso del 2013 per poi tornare nuovamente a crescere nel 2014.cite-ref-anno-2014-bilancio-demografico-70-0[70]
Abitanti censiticite-ref-71[71]
Etnie e minoranze straniere
Secondo le analisi dell'ufficio statistica comunale, a fine 2015 gli stranieri regolari residenti in città risultavano mwbiy30 687 (dei quali mwbic14 348 maschi e mwbig16 339 femmine), tornando a crescere dopo il calo subito nel corso del 2013. Il peso sul totale della popolazione si attestava al 15,9% a livello comunale,cite-ref-anno-2014-bilancio-demografico-70-1[70] distribuito in vario modo nei diversi quartieri, che alla fine del 2013 registravano rispettivamente valori del 24,4% (mwbi0Oltretorrente), 22,2% (Pablo), 20,1% (Parma Centro), 19,3% (San Leonardo), 13,9% (Molinetto, mwbi4San Pancrazio e Montanara), 13,5% (San Lazzaro), 11,7% (mwbi8Cortile San Martino), 11,6% (Lubiana), 11,3% (Cittadella), 10,9% (mwbjaGolese) e 9,0% (mwbjeVigatto).cite-ref-72[72] Per quanto riguarda l'età, a fine 2014 le fasce comprese tra i 25 e i 39 anni di età risultavano le più ampie, seguite immediatamente dalla classe 0-4 anni, che spiccava rispetto alle classi immediatamente successive, testimoniando l'incremento delle nascite verificatosi negli ultimi anni. Per quanto riguarda la composizione familiare, il 42,2% delle famiglie straniere risultava composto da una persona, il 18,4% da due, il 16,1% da tre, il 13,5% da quattro, il 6,1% da cinque e il restante 3,8% da sei o più.cite-ref-anno-2014-bilancio-demografico-70-2[70]
Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano mwbjs34 436, ovvero il 17,38% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-73[73]
• mwbkiRomania mwbkm4 799
• mwbkuMoldavia mwbky3 264
• mwbkgAlbania mwbkk2 818
• mwbksFilippine mwbkw2 794
• mwbk4Nigeria mwbk82 277
• mwbleTunisia mwbli2 094
• mwblqMarocco mwblu1 252
• mwblcGhana mwblg1 194
• mwbloPakistan mwbls1 036
Religione cattolica
Sono numerose le famiglie religiose sorte a Parma e tuttora fiorenti: le mwbl4Suore Orsoline Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, fondate nel 1575 e riformate da mwbl8Maria Lucrezia Zileri dal Verme nel XIX secolo; le Maestre Luigine, sorte verso il 1755 a opera di Rosa Orzi e unite alle mwbmaSuore Domenicane della Beata Imelda; le mwbmeAncelle dell'Immacolata, fondate da mwbmiAnna Maria Adorni per l'assistenza alle donne traviate e alle ragazze pericolanti; le mwbmmPiccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, fondate nel 1865 da Agostino Chieppi; la mwbmuPia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere, fondata nel 1895 da mwbmyGuido Maria Conforti, di cui esiste il ramo femminile delle suore della mwbmcSocietà Missionaria di Maria, fondata da mwbmgCelestina Bottego e Giacomo Spagnolo.
I monaci mwbmobenedettini dell'mwbmsabbazia di San Giovanni sono presenti in città dal 983 e il loro monastero fu riformato nel 1852 dai mwbmwsublacensi. A Parma sorgono anche i monasteri claustrali delle mwbm0Carmelitane Scalze (presso mwbm4Santa Maria Bianca), fondato nel 1635 a istanza di mwbm8Margherita Aldobrandini con religiose provenienti da mwbnaCremona, e delle mwbneClarisse Cappuccine (presso mwbniSanta Maria degli Angeli), fondato nel 1682 per volere di mwbnmRanuccio II Farnese con alcune monache provenienti da mwbnqGuastalla.
I frati minori vennero introdotti a Parma nel 1220 da san mwbnyFrancesco d'Assisi e in seguito si divisero nei rami degli mwbncosservanti, presso la mwbngchiesa della Santissima Annunziata, e dei conventuali, presso mwbnkSan Francesco del Prato (poi ridotti all'mwbnooratorio dell'Immacolata Concezione).
I mwbnwCarmelitani Scalzi, già presenti dal 1623, tornarono definitivamente a Parma nel 1881 e officiano la mwbn0chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù; i mwbn4Salesiani giunsero presso la mwbn8chiesa di San Benedetto nel 1889 e vi fondarono un collegio maschile, al quale si aggiunse poi quello femminile delle mwboaFiglie di Maria Ausiliatrice; i mwboeFratelli delle Scuole Cristiane aprirono la loro prima sede a Parma nel 1836; gli mwboiStimmatini giunsero in città nel 1876 e dal 1969 hanno la cura della parrocchia delle Sacre Stimmate; i mwbomPreti del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram hanno la cura della parrocchia di Sant'Andrea, fondata nel 1977.
A Parma sono presenti anche: le mwbouFiglie della Croce, Suore di Sant'Andrea, introdotte nel 1851 da mwboyLuisa Maria di Borbone-Francia; le mwbocSuore Ancelle del Santuario, nate a mwbogPiacenza e attive presso la casa di cura "Città di Parma"; le mwbokSuore della Divina Provvidenza per l'Infanzia Abbandonata, provenienti da Piacenza, giunte nel 1924 per il servizio nell'ospizio di San Giuseppe; le mwbooSuore Orsoline Figlie di Maria Immacolata, dedite all'assistenza ospedaliera.
Istituzioni, enti e associazioni
Nel corso degli anni a Parma si sono insediati numerosi organismi di ricerca e controllo in particolare legati al settore agro-alimentare e scientifico. Già sede dell'mwbo8Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) (ex Magistrato per il Po) e dell'mwbpaAutorità di bacino distrettuale del fiume Po, nel dicembre del 2003 Parma è divenuta sede dell'mwbpeAutorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), una delle più importanti mwbpiagenzie di controllo dell'mwbpmUnione europea.
La posizione geografica e la presenza di una prestigiosa università hanno inoltre consentito lo sviluppo di altre importanti strutture pubbliche, punti di riferimento per aree geografiche che oltrepassano i confini provinciali, come l'mwbpuOspedale Maggiore di Parma, che nel corso degli anni è divenuto uno dei principali poli ospedalieri della regione Emilia-Romagna, il mwbpyConsorzio italiano per la sicurezza e la ricerca sulla qualità degli alimenti, il Consorzio Interuniversitario di Tecnologie Farmaceutiche Innovative (TEFARCO), la mwbpcStazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) o i laboratori di ricerca, innovazione e consulenza legati all'industria alimentare SIQUAL e TECAL. Grazie all'indotto economico dovuto alla stretta collaborazione tra questi organismi e l'industria locale, a Parma si sta sviluppando parallelamente un importante settore legato alla congressistica e al turismo d'affari con conseguenti ripercussioni sull'economia locale, sul tenore di vita rappresentato dalla presenza in città di numerosi scientifici e funzionari e sullo sviluppo di alcune infrastrutture quali l'mwbpgaeroporto, la rete viaria, l'industria alberghiera.
Cultura
Le aristocratiche tradizioni e una certa raffinatezza della vita sociale caratterizzano l'anima cittadina che si evidenzia in particolare con la passione dei parmigiani nei confronti della musica e dell'mwbq4Opera, da secoli molto seguite e apprezzate da vari strati della popolazione.
Il primo letterato nativo di Parma di cui si abbia notizia fu mwbraGaio Cassio Parmense (I secolo a.C.), appartenente a una delle famiglie romane fondatrici della città e autore di tragedie ed mwbreelegie, ma la storia parmense si è col tempo arricchita del contributo intellettuale di numerosi artisti, poeti e pittori che ne hanno determinato l'intenso fervore nei confronti di multiformi interessi culturali, confermato dalla presenza in città di numerosi teatri, musei, manifestazioni e rassegne internazionali nel campo dell'arte e degli scambi commerciali. mwbriBenedetto Antelami, il mwbrmParmigianino, mwbrqil Correggio, mwbruIreneo Affò, mwbryGiovanni Battista Bodoni con i mwbrcFratelli Amoretti, mwbrgFerdinando Paër, mwbrkMacedonio Melloni, mwbroGiuseppe Verdi, mwbrsArturo Toscanini, mwbrwEnnemond Alexandre Petitot, mwbr0Étienne Bonnot de Condillac e mwbr4Attilio Bertolucci sono solo alcune delle personalità legate a Parma che hanno lasciato un'impronta importante nelle tradizioni artistiche e culturali cittadine.
Lo scrittore francese mwbsaStendhal, che visitò la città nel 1814, ambientò il suo celebre romanzo mwbseChartreuse de Parme (mwbsimwbsmLa Certosa di Parma) in una Parma immaginaria, ma al contempo contribuì a renderla nota a generazioni di lettori, tra i quali mwbsqMarcel Proust, che scrisse nel suo mwbsuDu côté de chez Swann (mwbsymwbscLa strada di Swann) di aver desiderato a lungo recarvisi grazie al testo stendhaliano.cite-ref-74[74]
Nel XVIII secolo lo sviluppo dell'arte e delle istituzioni cittadine contribuirono a definire Parma l'"Atene d'Italia",cite-ref-75[75] mentre oggi, grazie al nuovo ruolo attribuitole all'interno dell'mwbteUnione europea con l'assegnazione di un'mwbtiimportante agenzia comunitaria, la città sta cercando di riaffermare l'antica tradizione di piccola capitale.
Il 16 febbraio 2018 è stata proclamata mwbtqcapitale italiana della cultura per l'anno 2020.cite-ref-parma-capitale-italiana-della-cultura-2020-11-1[11]
«Parma acquisirà un respiro internazionale. E dovrà prepararsi a parlare il francese e l'inglese tanto quanto l'italiano.»
(Giorgio Calabrese, docente universitario, unico membro italiano del Consiglio di amministrazione dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, 14 dicembre 2003)
«Sono altresì affascinato dalle molteplici influenze storiche che hanno forgiato la Parma moderna, quella del dinamismo industriale e agroalimentare, delle università di punta, dell'arte del saper vivere. Parma è proprio un bel campione d'Europa – varia e aperta al mondo.»
(José Manuel Durão Barroso, Presidente della Commissione europea. 11 gennaio 2008 in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico del Collegio Europeo di Parma)
Istruzione
Biblioteche e archivi
Nel giugno del 1912 il Comune di Parma, tramite l'acquisto della Biblioteca Popolare Circolante, pose le premesse per l'avvio di un servizio bibliotecario comunale, che tuttavia si concretizzò in maniera definitiva soltanto nel 1973, attraverso l'apertura della Biblioteca Ugo Guanda, allora posta sotto la centralissima piazza Garibaldi. In seguito incrementatesi negli anni, le Biblioteche Comunali, comprendenti i patrimoni, i servizi e le attività delle strutture comunali, dal 31 dicembre 2013 sono gestite direttamente del Comune di Parma come Servizio Biblioteche:cite-ref-76[76]
• mwbuoBiblioteca Civica Mario Colombi Guidotti, in vicolo Santa Maria 5 (c/o mwbusOspedale Vecchio)
• mwbu0Biblioteca di Agricoltura Antonio Bizzozero, in vicolo Santa Maria 5 (c/o mwbu4Ospedale Vecchio)
• Emeroteca Comunale, in vicolo Santa Maria 5 (c/o mwbvaOspedale Vecchio)
• mwbviBiblioteca Umberto Balestrazzi, in vicolo Santa Maria 5 (c/o mwbvmOspedale Vecchio)
• mwbvuBiblioteca Ugo Guanda, in vicolo delle Asse 5 (c/o mwbvyMonastero di San Paolo)
• Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi, in vicolo delle Asse 5 (c/o mwbvgMonastero di San Paolo)
• Biblioteca di Alice, in via Ildebrando Bocchi 33 (c/o scuola primaria Paolo Racagni) (attualmente nella sede provvisoria delle Serre del mwbvoParco Ducale)cite-ref-77[77]
• Biblioteca Cesare Pavese, in via Newton 8/a
A esse si aggiunge la prestigiosa mwbweBiblioteca Palatina, di proprietà statale, sita in piazza della Pilotta 3 all'interno del mwbwiPalazzo della Pilotta.cite-ref-78[78]
Numerose sono poi le biblioteche dell'mwbwgUniversità di Parma, dislocate nelle varie sedi dei Dipartimenti.cite-ref-79[79]
Si annovera infine la Biblioteca Germinal, gestita dal Centro studi movimenti, sita in via Saragat 33/a (c/o Casa Bagnaresi).cite-ref-80[80]
L'mwbxmArchivio di Stato di Parma custodisce i documenti e gli atti pubblici a partire dai periodi farnesiano e borbonico.
Scuole
Hanno sede a Parma numerose scuole di ogni ordine e grado, di cui 51 mwbxydell'infanzia, 36 mwbxcprimarie e 20 mwbxgsecondarie di primo grado; le mwbxkscuole secondarie di secondo grado si dividono in 13 licei (2 artistici, 2 classici, 5 scientifici, 1 linguistico, 2 delle scienze umane e 1 musicale e coreutico), 11 istituti tecnici (5 a indirizzo economico e 6 a indirizzo tecnologico), 7 istituti professionali (4 dei servizi e 3 dell'industria e dell'artigianato) e 2 percorsi di studio sperimentali di durata quadriennale.cite-ref-81[81]
Tra queste, si distinguono per antichità il mwbx8convitto nazionale Maria Luigia, il mwbyaliceo ginnasio statale Gian Domenico Romagnosi, il mwbyeliceo scientifico statale Guglielmo Marconi e il mwbyiliceo artistico statale Paolo Toschi. In città è inoltre presente la "Scuola per l'Europa", che dispensa un insegnamento multilingue.cite-ref-82[82]
L'educazione superiore artistica è affidata all'mwbygAccademia di belle arti e al mwbykConservatorio Arrigo Boito.
Università
La città è sede dell'mwbzaUniversità degli Studi di Parma, fondata nell'XI secolo, da alcuni anni annoverata fra i 500 migliori istituti al mondo dalla mwbzeClassifica accademica delle università mondiali (ARWU), che nel 2014 posizionava inoltre il Dipartimento di Matematica e Informatica fra i migliori 150 Dipartimenti di Matematica al mondo.cite-ref-83[83]
In città è inoltre presente dal 2003 il mwbzcCollegio Europeo di Parma, istituto di formazione superiore post-universitaria nel campo del diritto, dell'economia e delle politiche dell'mwbzgUnione europea, analogo a quello di mwbzkBruges in mwbzoBelgio.cite-ref-84[84]
Musei
Il sistema museale parmense comprende differenti tipologie, molte delle quali incentrate sulla storia, l'arte, le tradizioni culturali ed enogastronomiche del territorio. Spesso le strutture ospitanti sono situate all'interno di prestigiosi palazzi e importanti edifici cittadini, tra cui il mwbamPalazzo della Pilotta, il mwbaqPalazzo di Riserva, l'mwbauex monastero di San Paolo, la mwbaybasilica di Santa Maria della Steccata, il mwbacpalazzo vescovile, l'mwbagabbazia di San Giovanni Evangelista, il mwbakPalazzo Cusani, l'mwbaoOspedale Vecchio e l'mwbasabbazia di Valserena.
Media
Una delle prime radio libere d'Italia
Grazie all'idea di Virginio Menozzi, un imprenditore di Sala Baganza (PR), una radio cittadina tuttora esistente, Radio Parma, è stata tra le prime radio private a trasmettere in Italia.cite-ref-85[85] Dalla piccola sede di via Farnese, nel dicembre del 1974 ci furono le prime trasmissioni sperimentali. Poco lontano e pochi giorni prima, il 23 novembre 1974, Radio Bologna per l'accesso pubblico aveva iniziato una settimana di trasmissioni violando volutamente la legge in vigore con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione della libertà di utilizzo delle frequenze. In questo contesto, la diffusione ufficiale dei programmi di Radio Parma ebbe inizio il 1º gennaio 1975 (le successive furono Radio Milano International nel marzo 1975 e Radio Roma il 16 giugno 1975). La radio iniziò immediatamente con un programma giornaliero di quasi 9 ore proponendo un palinsesto assai completo, ricco di informazione, approfondimenti e cronache locali.
«Radio Parma ha cambiato il costume e in qualche modo la vita degli italiani affidando alla città un primato che la onora rendendola degna di passare alla storia.»
(Elvio Ubaldi, ex sindaco di Parma, in occasione del Premio Sant'Ilario 2005)
Stampa
La città è sede di uno dei più antichi quotidiani d'Italia (assieme alla mwbbqmwbbuGazzetta di Mantova, fondata nel 1664): la mwbbymwbbcGazzetta di Parma (disponibile anche nella versione online mwbbgwww.gazzettadiparma.it), fondata nel 1735, è il più diffuso quotidiano in città e provincia, con una media autodichiarata di mwbbk42 088 copie vendute ogni giorno tra il 2008 e il 2009cite-ref-86[86] e una media giornaliera di mwbb4233 000 lettori.cite-ref-87[87]
In città sono pubblicati alcuni settimanali, tra i quali mwbcqmwbcuVita Nuova della mwbcyDiocesi di Parma, fondato nel 1919.
Tra le pubblicazioni mensili, dal 1999 la casa editrice parmigiana Edicta pubblica il mensile mwbcgIl Mese Parma, dedicato ad attualità, economia, sport e tempo libero relativi a Parma e mwbckprovincia. Grazie al sostegno di Comune, Provincia, mwbcoUniversità degli Studi di Parma, Fondazione mwbcsCariparma e numerosi altri enti cittadini, le copie della rivista vengono distribuite gratuitamente sull'intero territorio provinciale.cite-ref-88[88]
Fondata da mwbdeGlauco Lombardi e Giuseppe Melli nel 1912, è tuttora in pubblicazione la rivista mwbdmmwbdqAurea Parma, quadrimestrale dedicato alla storia, alla letteratura e all'arte edito da Diabasis; si pone come obiettivi lo studio del passato e del presente della città e delle sue manifestazioni artistiche e intellettuali.cite-ref-89[89]
Emittenti televisive
Parma è sede di una emittente televisiva locale:
• mwbd0mwbd412 TV Parma, storica emittente di città e provincia, appartenente alla casa editrice della mwbd8mwbeaGazzetta di Parma, cui è fortemente legata; le sue origini risalgono al 1974, quando, con il nome di mwbeeTeleParma, la stazione televisiva trasmetteva via cavo grazie alla prima cablatura delle strade centrali; in seguito alla liberalizzazione delle trasmissioni in ambito locale decisa dalla mwbeiCorte Costituzionale e dopo una successiva fase sperimentale durata alcuni mesi, nel 1978 iniziarono le prime trasmissioni ufficiali via etere con una programmazione pomeridiano-serale. Nata nel 2018 dall'unione di TV Parma e mwbemTeleducato; oggi è presente anche online sul sito mwbeqwww.tvparma.it.
Arte
Archivio Giovani Artisti
Parma è coinvolta in prima persona nella valorizzazione e promozione della creatività giovanile. L'mwbeoArchivio Giovani Artisti è un servizio offerto dal Comune di Parma che si rivolge a tutti i giovani che operano nel campo delle Arti Visive, delle Arti Applicate, delle Immagini in movimento e della Letteratura, al fine di documentare, offrire servizi e organizzare attività promozionali. Realizza iniziative direttamente o con la partecipazione a manifestazioni artistiche in Italia e all'estero, volte a favorire una costante circolazione di informazioni ed eventi, attraverso scambi nazionali e internazionali e l'adesione a reti, quali il GAI (Associazione per il Circuito Giovani Artisti Italiani) e la mwbesBjcem (Associazione Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo).
Archivio delle Istituzioni e delle Associazioni Culturali
Il Comune di Parma ha censito e organizzato in una mwbe4banca dati tutte le libere associazioni e le istituzioni che si occupano di promuovere e organizzare eventi culturali nella città.
Cinema
Lista film
Nella seguente lista sono riportate tutte le opere girate interamente o in parte, nella città di Parma.
• mwbfumwbfyLa ragazza con la valigia, regia di mwbfcValerio Zurlini (1961)
• mwbfkmwbfoLa parmigiana, regia di mwbfsAntonio Pietrangeli (1963)
• mwbf0mwbf4Prima della rivoluzione, regia di mwbf8Bernardo Bertolucci (1964)
• mwbgemwbgiLa Califfa, regia di mwbgmAlberto Bevilacqua (1970)
• mwbgumwbgyLa signora gioca bene a scopa?, regia di mwbgcGiuliano Carnimeo (1974)
• mwbgkmwbgoLa luna, regia di Bernardo Bertolucci (1979)
• mwbgwmwbg0La moglie in vacanza... l'amante in città, regia di mwbg4Sergio Martino (1980)
• mwbhamwbheLa tragedia di un uomo ridicolo, regia di Bernardo Bertolucci (1981)
• mwbhmmwbhqTifosi, regia di mwbhuNeri Parenti (1999)
• mwbhcmwbhgD'amore si vive, regia di mwbhkSilvano Agosti (1984)
• mwbhsmwbhwOpera, regia di mwbh0Dario Argento (1987)
• mwbh8mwbiaOstinato destino, regia di mwbieGianfranco Albano (1992)
• mwbimI virtuali, regia di Luca e Marco Mazzieri (1996)
• mwbiumwbiyBaciato dalla fortuna, regia di mwbicPaolo Costella (2011)
• mwbikSe un giorno tornerai, regia di Marco Mazzieri (2019)
• mwbisIl Paese del melodramma, regia di mwbiwFrancesco Barilli (2023)
Musica
Parma Capitale della Musica
Con lo scopo di affermare l'importanza e la centralità della musica nella vita culturale di Parma, nel 2004 il mwbjsMinistero per i beni e le attività culturali, il mwbjwMinistero delle infrastrutture e dei trasporti e il Comune di Parma costituirono la Fondazione Parma Capitale della Musica; la struttura fu poi sciolta nel 2008 per i mancati trasferimenti economici da parte dei fondi Arcus.cite-ref-90[90]
La "Fondazione Teatro Regio di Parma", istituita nel gennaio del 2002, si propone di valorizzare l'antica tradizione del teatro lirico italiano, organizzando inoltre importanti stagioni concertistiche e di danza svolte nel mwbkiprincipale teatro cittadino e nel recente mwbkmAuditorium Niccolò Paganini.cite-ref-91[91]
Altra importante istituzione cittadina è la mwbkkCasa della Musica, nata nel 2002 per iniziativa del Comune di Parma e divenuta poi Istituzione nel 2005; ospitata tra le mura del quattrocentesco mwbkoPalazzo Cusani, conserva oggetti, fotografie, manifesti e video della tradizione musicale e teatrale di Parma, dal Seicento ai giorni nostri.cite-ref-92[92]
A brevissima distanza, negli spazi dell'ex mwblachiesa di Santa Elisabetta, ha inoltre sede la Casa del Suono, che si prefigge di creare la sintesi di un percorso storico e culturale legata all'ascolto della musica, dal fonografo a cilindri ai moderni mezzi di riproduzione e diffusione sonora.cite-ref-93[93]
In città ha infine sede il prestigioso e antico mwblyConservatorio di Musica "Arrigo Boito", istituito nel 1819 dalla duchessa mwblcMaria Luigia.cite-ref-94[94]
Musica classica
Già nel XVI secolo la musica iniziò ad avere un ruolo importante per la città: fin da allora la corte mwbmwfarnesiana, sensibile all'importanza sociale di quest'arte, si occupò di favorire l'insegnamento della musica e del liuto ai principi e ai paggi. Nel 1570 agli ospiti della Paggeria vennero impartite lezioni di canto da Giulio Buonaggiunta e di liuto da Galeazzo Cacciardino. Nel 1601 fu fondato il mwbm0collegio dei Nobili, tra le cui materie di insegnamento furono sempre presenti la musica e la danza. Nel 1603 fu istituita la "Compagnia dei violini", in un periodo in cui questo strumento non aveva ancora assunto un ruolo specialistico nello svolgimento delle opere teatrali, mentre nel 1757 venne fondata la "Reale Scuola di Ballo", di cui fu nominato direttore Pierre Delisle, accompagnato da una compagnia di attori francesi che soggiornò alla corte fino al 1758, recitando opere di classici (mwbm4Corneille, mwbm8Racine e mwbnaMolière) e di moderni sia nel mwbneTeatro Ducale cittadino che in quello bibienesco di mwbniColorno.
«Attualmente Parma sembra essere un'accademia per formare bravi ballerini e può forse in breve tempo fornire all'Italia i migliori danzatori così come fa ora Parigi per la Francia.»
(Edmund Rolfe, 1761)
Qualche anno più tardi, nel 1768, nei locali che sarebbero stati in seguito occupati dal Conservatorio musicale, la "Reale Direzione Generale degli Spettacoli" istituì la "Reale Scuola de' Cantanti" o "Scuola di Canto a uso del Ducale Teatro", il cui insegnamento si prefiggeva di formare dei cantanti per le occorrenze dei cori negli spettacoli teatrali e con lo scopo dichiarato di rendere utilità al ducato.
La vera cultura musicale si affermò tuttavia solo tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. Crocevia politico e culturale tra mwbncParigi e mwbngVienna, Parma, tra le cui mura cittadine vivevano nel XVIII secolo circa 4.000 francesi, divenne infatti un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell'orchestra. In particolare, l'attività in seno all'Orchestra ducale del celebre musicista mwbnkNiccolò Paganini, voluto dalla stessa reggente dell'epoca, la duchessa mwbnoMaria Luigia, influenzò le prime disposizioni di quello che in seguito sarebbe divenuto il concetto moderno di orchestra. Proprio intitolato al grande maestro Paganini, sorge oggi, a due passi dal centro, un mwbnsauditorium da 780 posti dotato di sofisticati impianti tecnologici e acustici che ne assicurano la massima funzionalità, progettato dell'architetto mwbnwRenzo Piano e inaugurato nel 2001.cite-ref-95[95]
«Ho nelle mani il modo di rendere felice quattrocentomila anime: di proteggere le scienze e le arti [...]. I parmigiani, melomani e gourmet, non chiedono di meglio come programma politico.»
(Maria Luigia, duchessa di Parma. Lettera ai familiari, 1816)
Oggi a Parma ha sede l'"Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna", fondata nel 1975; dal 2002 essa partecipa come nucleo costitutivo permanente della "Filarmonica Arturo Toscanini", grande compagine dedicata al grande maestro parmigiano.cite-ref-96[96] In città sono poi presenti fin dalla loro fondazione nel 1990 "I fiati di Parma", unica orchestra da camera stabile italiana di strumenti a fiato.cite-ref-97[97] Nel 2014 fu inoltre fondata in città l'"Orchestra dell'Opera Italiana", riunendo un gruppo di musicisti proveniente da varie orchestre italiane e in particolare dalla prestigiosa "mwbowOrchestra del Teatro Regio di Parma", a sua volta presente in città da tempo immemorabile.cite-ref-98[98] Strettamente connesso a quest'ultima è il "mwbpeCoro del Teatro Regio di Parma", che negli ultimi anni si esibisce nel Teatro Regio con la "Filarmonica Arturo Toscanini".cite-ref-99[99] A esso si aggiunge dal 1978 il coro "Voci di Parma", con repertorio composto principalmente da brani di polifonia sacra, canti popolari e musica lirica.cite-ref-100[100] In città ha infine sede la "Corale Giuseppe Verdi di Parma", nata nel 1905, che si occupa sia dell'attività concertistica sia delle incisioni discografiche.cite-ref-101[101]
Musica rock
Il mwbqemwbqirock parmigiano ha i suoi primi esponenti già negli anni 1960 e settanta con il gruppo storico degli "Snakes" e dei mwbqmCorvi, che rimane una delle mwbqqband più rappresentative del mwbqubeat italiano. A loro si aggiungono "The Rangers", precursori del genere mwbqymwbqcbeat, i "Baronetti", i "Gref 84", i "Moschettieri" e i "Gentlemen". Più tardi si affermano i "Gemini 4", gli "mwbqgAcqua Fragile" (Gino Campanini, Piero Canavera, Maurizio Mori, Franz Dondi e mwbqkBernardo Lanzetti, che passerà poi alla mwbqoPFM). Negli anni 1980 si afferma sulla scena nazionale il cantante mwbqsScialpi, che rimane il fenomeno principale in ambito di musica leggera che Parma ha saputo produrre, e negli anni 2000 mwbqwGianluigi "Cabo" Cavallo, che è stato il cantante dei mwbq0Litfiba dal 1999 al 2006.
Musica bandistica
A Parma, presso il Centro Culturale Argonne nel Quartiere Molinetto, ha sede il Corpo bandistico municipale Giuseppe Verdi di Parma, ossia la Banda Cittadina, fondato già nel 1946.cite-ref-102[102]
Cucina
Parma e la sua mwbsaprovincia sono famose nel mondo per i loro prodotti alimentari e per la loro cucina, in particolare per il formaggio mwbseParmigiano-Reggiano e per il mwbsiProsciutto di Parma. Questi prodotti sono tutelati dai rispettivi consorzi di produzione che ne certificano l'origine e la qualità.
«[...] ed eravi una montagna di Parmigiano grattugiato sopra la quale stavan genti che niun'altra cosa facevan, che fare maccheroni et ravioliet cuocergli in brodo di cappone.»
(Boccaccio, 1348)
La pasta prodotta a Parma, confezionata con semola di grano duro, fu conosciuta e apprezzata già nel Cinquecento sulla mensa dei duchi mwbsyFarnese.
Il vino di maggior produzione nella provincia di Parma è il mwbsglambrusco, vino rosso scuro dal moderato tenore alcolico che non supera i 10-11 gradi. Sui colli del parmense si produce anche la "Malvasia dei Colli di Parma" (DOC), vino da pasto o da dessert, fermo o frizzante di bassa gradazione alcolica (10,5º). La "Fortanina" è vino tipico della mwbskBassa parmense, un tempo assai diffuso, prodotto in quantitativi limitati nella zona di mwbsoSan Secondo.
Eventi
In città si svolgono regolarmente numerose manifestazioni culturali e tra esse figurano appuntamenti di rinomanza mondiale quali il "mwbs8Festival Verdi", che si svolge ogni anno nel mese di ottobre, dedicato alle opere del grande compositore mwbtaGiuseppe Verdi (nato a mwbteRoncole Verdi il 10 ottobre 1813).cite-ref-103[103]
Numerosi appuntamenti dedicati alla musica, alla danza e al teatro, dai repertori classici al contemporaneo, si annoverano tra le rassegne annuali principali e di maggiore distinzione, cui si aggiungono iniziative culturali dedicate alla letteratura e al giornalismo,cite-ref-104[104] oltre all'annuale "Festival dell'architettura".cite-ref-105[105]
Un appuntamento folkloristico cittadino che trae la sua origine nel XIV secolo è poi il "mwbuaPalio di Parma", celebre competizione che si svolge ogni anno nel mese di mwbuesettembre, incentrata sulla staffetta fra le 5 squadre rappresentanti le 5 antiche porte cittadine.cite-ref-106[106]
Negli ultimi anni a fine agosto si tiene il Festival del Pomodoro, promosso dall'mwbucAzienda Agraria Sperimentale Stuard, dove viene allestita una mostra pomologica con 100 varietà di mwbugpomodoro nella centralissima Piazza Garibaldi.cite-ref-107[107]cite-ref-108[108]cite-ref-109[109]
Geografia antropica
Urbanistica
Quartieri
Dal 2002, in seguito all'abolizione delle 7 Circoscrizioni in cui era suddivisa la città dal 1979, il Comune di Parma risulta suddiviso in 13 Quartieri, che dal 2010 non hanno più funzioni istituzionali ed elettive:cite-ref-110[110]
• 1 Parma Centro;
• 2 mwbwgOltretorrente;
• 3 Molinetto;
• 4 Pablo;
• 5 mwbwwGolese;
• 6 mwbw4San Pancrazio;
• 7 San Leonardo;
• 8 mwbxeCortile San Martino;
• 9 Lubiana;
• 10 San Lazzaro;
• 11 Cittadella;
• 12 Montanara;
• 13 mwbxcVigatto.
Frazioni
Sono numerose le frazioni che sorgono ai margini dell'area urbana: mwbxoAlberi, mwbxsBaganzola, mwbxwBaganzolino, mwbx0Beneceto, Borghetto (o Castelnovo a mane), Botteghino, mwbx4Carignano, mwbx8Casalbaroncolo, mwbyaCasaltone di Parma, Case Vecchie, Casello, mwbyeCastelnovo a sera, Cervara, mwbyiChiozzola, mwbymColoreto, mwbyqCorcagnano, Cornocchio, Crocetta, mwbyuEia, mwbyyFognano, mwbycFraore di Golese, mwbygFraore di San Pancrazio, mwbykGaione, Il Moro, mwbyoMalandriano, mwbysMarano, mwbywMariano, mwby0Marore, mwby4Martorano, mwby8Moletolo, mwbzaPanocchia, mwbzeParadigna, mwbziPedrignano, Pilastrello, mwbzmPizzolese, mwbzqPontetaro di Parma, mwbzuPorporano, mwbzyRavadese, mwbzcRoncopascolo, mwbzgSan Donato, San Martino, mwbzkSan Pancrazio Parmense, mwbzoSan Prospero Parmense, mwbzsSan Ruffino, Santa Elisabetta, Scarzara, mwbzwUgozzolo, mwbz0Valera, mwbz4Viarolo di Parma, mwbz8Vicofertile, mwb0aVicomero di Parma, mwb0eVicopò, mwb0iVigatto, mwb0mVigheffio, mwb0qVigolante.
Economia
La Violetta di Parma
La Violetta di Parma è un profumo che ormai fa parte della memoria storica e imprenditoriale cittadina, intrecciandosi profondamente al mito e al ricordo della duchessa
Maria Luigia
, che amava questo fiore tanto quanto la città da lei stessa governata. La Duchessa favorì in ogni modo le ricerche di alcuni abili alchimisti frati fino all'ottenimento di un'essenza al profumo di violetta e quando fu costretta ad abbandonare il Ducato durante i
moti del 1831
, scrisse nel suo diario la frase «
Souvenir de Parme malheureuse
» custodendola tra i colori e il profumo di alcune violette essiccate tra le pagine. Un amore che la città ha sempre ricambiato facendole avere ogni anno un mazzetto di violette sulla tomba nella
Chiesa dei Cappuccini di Vienna
, dove si trova la cripta dei sepolcri imperiali degli
Asburgo
. Nel 1880, dieci anni dopo l'inizio del suo percorso imprenditoriale nella profumeria, il parmigiano Ludovico Borsari, venuto a conoscenza della formula per ottenere il prezioso distillato del "profumo alla violetta", ebbe l'idea di farlo diventare un prodotto destinato ad un largo pubblico fino a diventare, ai giorni nostri, un simbolo famoso quale espressione del gusto e della raffinatezza della
petite Capitale
stendhaliana
e contribuendo non poco a veicolare il "marchio" Parma in tutto il mondo.
Alla tradizione culinaria, già fortemente radicata nella cultura del buon vivere emiliano, si è affiancata in queste terre una moderna industria agro-alimentare. Sul terreno dell'economia Parma si distingue tra tutte le città italiane per la singolarissima compenetrazione tra agricoltura e industria. Gli agricoltori parmensi producono derrate per la trasformazione industriale: mwb0gpomodoro, mwb0kpisello e mwb0omais dolce per le industrie conserviere, latte per le industrie casearie, prima tra le altre la produzione del Parmigiano Reggiano.
L'industria meccanica parmense vanta il primato nazionale nella produzione di impianti per la trasformazione industriale delle derrate agricole: apparecchiature per l'industria delle conserve, impianti di trasformazione del latte, impianti per la macellazione. È per questi primati che Parma vanta il titolo di primo polo agroalimentare padano, un titolo che ha rilevanti conseguenze per la cultura e le istituzioni.cite-ref-latte-111-0[111]
Ciò detto, è importante anche menzionare che, sebbene Parma sia una delle zone più ricche d'Italia, è anche fra le zone a più alto costo della vita, con una grande sproporzione fra i redditi dei lavoratori dipendenti e quelli dei lavoratori autonomi, forbice peraltro in netto aumento e che reca forte malessere nelle numerose famiglie a reddito fisso.
Il distretto agro-alimentare
Parma è situata al centro di un'importante rete agro-alimentare mondiale di scambi, meritando l'appellativo di «food valley heart». La regione è conosciuta per le produzioni di latte e prodotti derivati di qualità (formaggio mwb1mparmigiano reggiano, di salumi mwb1qprosciutto di Parma, mwb1uculatello di Zibello, mwb1ysalame di Felino, mwb1cspalla di San Secondo), di conserve vegetali, di pasta e di prodotti cotti al forno.
«Parma è una città rimarchevole, posta fra le colline degli Appennini e il Po. I suoi pascoli sono così gustosi e dolci che si crede che nessun luogo d'Europa si possa paragonare a questo per gli eccellenti formaggi che produce, onde il nome di Parma è conosciuto dappertutto.»
(William Thomas, diplomatico inglese, The Historye of Italye, Londra, 1561)
Il distretto agroalimentare parmigiano comprende Parma e 29 comuni limitrofi alla città, e risulta baricentrico rispetto a un'area di circa 2.411mwb1s km². Vi trovano impiego il 15% degli addetti del settore agro-alimentare. Il panorama aziendale si compone di: 326 prosciuttifici, 5.500 allevamenti, 163 macelli, 189 aziende produttrici (con 3.000 addetti) e 1.380 aziende del lattiero-caseario (con 7.500 addetti). Il distretto, per il quale la produzione e lavorazione della carne di suino costituisce un connotato tra i più tipici del panorama storico-economico alimentare, produce l'80% del prosciutto crudo della regione, mentre l'export ammonta complessivamente a 2.500 miliardi annui di prodotti.
Il territorio ospita numerose aziende del settore agro-alimentare e industriale tra loro collegate che consentono di definire l'area parmense come un distretto di filiera, in cui convergono i prodotti agricoli e zootecnici da trasformare e da cui si proiettano, anche al di fuori dell'ambito nazionale, i prodotti trasformati, gli impianti per la trasformazione e la tecnologia in generale. Tali aziende rappresentano la metà del fatturato industriale e artigianale della città, ossia 7,6 miliardi di euro su 15,6 miliardi di euro (dati 2002).
Come previsto nel documento unico di programmazione sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Parma, dal Comune di Parma e dalle rappresentanze delle organizzazioni economiche e sociali a Parma verrà insediato un Tecnopolo all'interno del mwb14campus universitario, composto da centri di ricerca che opereranno in diversi settori industriali:
• Biopharmanet_Tec: centro interdipartimentale per l'innovazione dei prodotti per la salute;
• Cim: centro interdipartimentale misure;
• Cipack: centro interdipartimentale per l'imballaggio;
• Comt: centro interdipartimentale di oncologia molecolare e translazionale;
• Rfid&Vis Labs: centro interdipartimentale sulle tecnologie di identificazione in radiofrequenza e con visione artificiale;
• Siteia.Parma: centro interdipartimentale sulla sicurezza e le tecnologie per l'industria alimentare.
La tutela dei prodotti locali
In merito al numero delle denominazioni tutelate e i prodotti certificati (DOP - mwb2gdenominazione di origine protetta, IGP - mwb2kindicazione geografica protetta e STG - mwb2ospecialità tradizionale garantita), Parma si colloca prima provincia nel settore agroalimentare di qualità. Parma eccelle nella classifica delle province per Primato qualitativo sulla base di due tipi di indicatori: fatturato di ogni singolo prodotto rispetto alla superficie della zona di produzione ricadente nella provincia rispetto al numero di aziende produttrici ubicate nella provincia stessa, mentre il secondo è calcolato considerando il numero delle certificazioni ricadenti nell'area provinciale rispetto al totale nazionale.cite-ref-112[112]
I dati economici e occupazionali
Globalmente, le imprese attive nel 2004 erano 41.435, in progressione del 1,2% rispetto all'anno precedente con una forza lavorativa di 188.000 unità.
Se nel 2004 le esportazioni verso l'estero dalla provincia di Parma ammontavano a 3 miliardi e 326 milioni di euro, nel 2007 sono salite a 4 miliardi 348 milioni di euro. Particolarmente significativo, nell'export 2007, l'incremento verso gli mwb3iUsa dove, nonostante l'euro forte, la percentuale è aumentata dal 2% del 2006 al 22% del 2007, in particolare nei settori della meccanica e dell'alimentare. Il mercato principale per i prodotti del territorio resta tuttavia l'Europa, che assorbe il 73% del valore totale.cite-ref-113[113] Globalmente, la crescita nel 2007 rispetto al 2006 è stata pari all'11,8% del fatturato, all'8,8% della produzione, al 10,6% dell'export, al 6,1% degli investimenti (rispetto al fatturato) e al 3,4% dell'occupazione: l'industria parmense consente all'economia di questo territorio di viaggiare a ritmi europei, con una sostanziale piena occupazione e un tasso di disoccupazione tra i più bassi d'Italia.
«Si riscontra come nonostante Parma sia l'undicesima provincia per crescita economica in Italia e la sesta per benessere, la distribuzione della ricchezza non è uniforme e a pagare di più sono i settori dove maggiormente si fa ricorso a contratti di tipo flessibile»
(Estratto dall'analisi formulata dal Presidente della Camera di commercio Andrea Zanlari in merito al rapporto sull'economia della provincia di Parma nel 2007)
Nel 2006 sono stati creati 3.000 posti di lavoro in più nei servizi, è cresciuta l'occupazione femminile e quella dei lavoratori nella fascia di anni 55-64.
Nel dettaglio, l'occupazione femminile è aumentata nella fascia di età 15-64 anni, passando dal 57,5% del 2005 al 61,4% nel 2006, mentre la disoccupazione femminile, risalita in modo preoccupante, scende dal 6,0% nel 2005 al 3,2% nel 2006, percentuale che supera di quattro punti gli obiettivi di mwb3sLisbona; contemporaneamente il tasso di occupazione per i lavoratori anziani (di 55-64 anni) è passato dal 36,6% al 40,3%, mentre il territorio continua a vantare uno dei valori di disoccupazione più bassi del Paese con tasso complessivo che si riduce dal 4,1% del 2005 al 2,7% del 2007 (nel 2004 era al 3,6%).cite-ref-114[114]
Secondo i dati mwb4eIstat relativi al 2007 la mwb4iprovincia di Parma si attesta per la seconda volta al primo posto in Italia per tasso di occupazione confermando la capacità di reazione del "Sistema Parma"” alle sollecitazioni dei mercati, alla competizione internazionale e al mwb4mcrack finanziario Parmalat del 2003. Ha un lavoro il 72,4% della popolazione in età compresa tra i 15 e 64 anni, pari a 200.000 persone.
Sempre nel 2007, il territorio ha saputo mantenere l'ottavo posto nella graduatoria delle province con il maggior mwb4uPil pro capite attestandosi a 32.388 euro per abitante.cite-ref-115[115] Nell'anno 2009 si sono persi 1458 posti di lavoro ma il trend si è capovolto tra luglio 2009 e giugno 2010. L'attività imprenditoriale nel periodo 2007-2010 registra un saldo positivo del 4% (in controtendenza rispetto a regione e nazione). Nel 2008 il 7,9% dell'imprenditoria locale era straniera, un dato che colloca Parma al terzo posto in regione. L'export, dopo la brusca contrazione del 2009, segna nel 2010 un importante +22,9% a livello provinciale contro il 3,8% regionale. Il Censis colloca la realtà geo-economica di Parma al 12º posto in Italia.cite-ref-bilancio-65-1[65]
Le multinazionali
Settore alimentare
A Parma e nelle sue vicinanze hanno sede due grosse mwb5emultinazionali del settore alimentare: mwb5iBarilla S.p.A. e mwb5mParmalat S.p.A. Secondo la speciale classifica stilata nel 2006 da "Il Reputation Institute" di mwb5qNew York, la Barilla è risultata, tra le multinazionali mondiali, la migliore azienda in base alla reputazione, essendo la più conosciuta nel mondo.cite-ref-116[116] Parmalat si è piazzata al 22º posto.
Altri settori
Parma è anche sede di grosse multinazionali del settore chimico-farmaceutico tra le quali l'inglese mwb5sGlaxoSmithKline (l'altra sede italiana si trova a mwb5wVerona) e la mwb50Chiesi Farmaceutici S.p.A, un'azienda nata in città nel 1935 e che conta nel mondo 22 filiali dirette, 3 impianti produttivi e quattro centri di ricerca.cite-ref-117[117] Rimane importante per il tessuto economico locale la presenza dell'industria vetraria rappresentata dalle sedi delle multinazionali Bormioli Luigi S.p.A (sede a Parma), specializzata nella produzione in vetro di flaconi per profumeria e articoli per la tavola e Bormioli Rocco & Figli S.p.A., fondata a metà dell'Ottocento da mwb6qRocco Bormioli. Il Gruppo "Bormioli Rocco & Figli" possiede 9 stabilimenti (uno per il vetro e uno per gli stampi situati in provincia), 3 mwb6uatelier di decorazione e 11 mwb6ymwb6coutlet. Opera in oltre 100 paesi, con circa 3.000 dipendenti.cite-ref-118[118]
Turismo
Parma fa parte del circuito "Città dell'arte della pianura padana", un'associazione che riunisce 12 capoluoghi del mwb64nord Italia. In città sono presenti 30 alberghi e tre residenze turistico-alberghiere. Dagli inizi dell'anno 2000 ai primi del 2007, le presenze in queste strutture sono aumentate dell'11%, passando da 365.000 a 408.000, il numero di camere è lievitato del 70%, passando da 870 a 1.478, alle quali si aggiungeranno le possibili 700 previste dai progetti di apertura di nuovi alberghi.cite-ref-119[119]cite-ref-120[120] Considerando anche le altre 57 strutture ricettive cittadine, nel 2006 si sono censite globalmente 465mwb7c 000 presenze delle quali 315mwb7g 000 provenienti dall'Italia e 150mwb7k 000 dall'estero, in particolare da Francia, USA, Regno Unito e Germania, nazioni che da sole, hanno totalizzato 65mwb7o 000 presenze.cite-ref-121[121]
Terme
In provincia di Parma è ubicato uno dei più noti e importanti poli termali italiani: mwb8eSalsomaggiore Terme e mwb8iTabiano Terme. Di rilievo è anche il centro termale con acque sulfuree-solfate e salsobromoiodiche di mwb8mMonticelli Terme, frazione del Comune di mwb8qMontechiarugolo. Queste terme sono in funzione dal 15 maggio 1927 con la costruzione dello stabilimento termale che si trova in un grande parco secolare di conifere esteso 35 ettari.
Fiere di Parma
Il quartiere fieristico è situato a ridosso dell'mwb8cautostrada A1 a mwb8gBaganzola, vicino alle frazioni di mwb8kRoncopascolo ed mwb8oEia e occupa una superficie di 300mwb8s 000mwb8w m², di cui 100mwb80 000 adibiti a superficie espositiva coperta e attrezzata. Le principali manifestazioni sono mwb84Cibus (salone internazionale dell'alimentare), mwb88Cibus Tec (meccanica e impiantistica alimentare), mwb9aDolce Italia (dolciario), mwb9eMercanteinfiera ed mwb9iEmporium (modernariato, antichità e collezionismo), mwb9mGotha (antiquariato), mwb9qBagarre (collezionismo e antichità) e il mwb9uSalone del camper (collezionismo, motori, autocaravan e caravan).
«Cibus ha un compito: continuare a testimoniare, come ha sempre fatto, l'alta qualità della tradizione alimentare italiana nel mondo.»
(Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, 4 maggio 2006)
Artigianato
Per quanto riguarda l'mwb9oartigianato, Parma è rinomata, oltre al settore agro-alimentare, per la produzione di mwb9sceramiche e per i laboratori di mwb9wabbigliamento, mwb90scarpe e mwb94borse in mwb98pelle.cite-ref-aci-122-0[122]
Infrastrutture e trasporti
Strade
Parma è servita da due autostrade: l'mwb-kautostrada A1 mwb-oMilano-mwb-sBologna, tramite l'uscita "Parma Centro", e l'mwb-wautostrada A15 Parma-mwb-0La Spezia, tramite l'uscita "Parma Ovest".
Le principali vie di accesso sono: la mwb-8strada statale 9 Via Emilia, che percorre l'intero nucleo urbano da est a ovest; la mwb-astrada statale 62 della Cisa a sud; la mwb-estrada statale 343 Asolana a nord.
Un anello di tangenziali cinge infine l'intera città.
Ferrovie
Parma è posta sulla mwb-ulinea ferroviaria Milano-Bologna. Dalla mwb-ystazione cittadina si diramano le linee per mwb-cLa Spezia, mwb-gBrescia e mwb-kSuzzara, quest'ultima di competenza delle mwb-oFerrovie Emilia Romagna. Dal dicembre del 2010, l'interconnessione di Parma collega l'impianto ferroviario alla mwb-slinea ad alta velocità Milano-Bologna.
Aeroporti
La città è servita dall'mwb-4aeroporto "Giuseppe Verdi", aperto al traffico passeggeri nazionale e internazionale.
Eliporti
In città è presente l'eliporto con base e pista d'atterraggio e decollo dell'mwcaeElisoccorso 118 Emilia Ovest presso l'mwcaiOspedale Maggiore di Parma.
Mobilità urbana
Il trasporto urbano viene gestito dalla mwcauTEP - Tranvie Elettriche Parmensi, che fornisce alla città 17 linee diurne che si protraggono anche in fascia notturna fino a mezzanotte e nei weekend fino all'1:30; è inoltre attiva una mwcayrete filoviaria di quattro linee, che sostituì nel 1953 una mwcacrete tranviaria attivata nel 1899.
Tranvie
Oltre alla rete urbana, Parma fu servita tra il 1892 e il 1954 da un'estesa mwcaorete di tranvie interurbane:
• mwca0Parma-Langhirano (a vapore, 1892-1940);
• mwca8Parma-San Secondo-Zibello-Busseto (a vapore, 1893-1939);
• mwcbeParma-Soragna-Busseto (a vapore, 1893-1939);
• mwcbmParma-Traversetolo/Montecchio (a vapore, 1894-1940);
• mwcbuParma-Fornovo (elettrica, 1910-1954);
• mwcbcParma-Marzolara (elettrica, 1910-1954).
Amministrazione
Consolati
Gemellaggi
La città è gemellatacite-ref-gemellaggi-124-0[124] con:
• Lubiana, dal 1964
• Tours, dal 1979
• Worms, dal 1984
• Shijiazhuang, dal 1987
• Seghedino, dal 1988
• Bourg-en-Bresse, dal 1990
• Chuncheon, dal 2025
Ha un patto d'amicizia concite-ref-gemellaggi-124-1[124]:
• Castel Giorgio, dal 1977
• Guadalajara, dal 1979
• San Vito Lo Capo, dal 1983
• Rosario, dal 2000
Scambi internazionali
L'Agenzia per l'internazionalizzazione creata dalla Provincia di Parma ha realizzato accordi turistico-commerciali e culturali con le città di mwcekManchester e mwceoStockton nel 1998, mwcesReutlingen nel 2002 e mwcewCluj-Napoca nel 2003.cite-ref-125[125]
Il nome di Parma è inoltre legato ad alcune città degli mwcfiStati Uniti d'America, tra cui la più nota è mwcfmquella che sorge nello stato dell'mwcfqOhio, a breve distanza da mwcfuCleveland; chiamata originariamente Greenbrier, la località fu rinominata nel 1826 su proposta del medico David Long, che durante la sua visita al ducato emiliano era rimasto "impressionato dalla grandezza e bellezza" della città italiana.cite-ref-126[126]
Sport
Parma vanta una notevole tradizione sportiva, soprattutto negli sport di squadra. Il mwcf4Parma Calcio ha vinto numerosi trofei nazionali e internazionali tra gli anni 1990 e gli anni 2000. Degni di nota sono gli otto scudetti della mwcf8Pallavolo Parma, i tre del mwcgaRugby Parma, i dieci del mwcgeParma Baseball e i sette dei mwcgiPanthers Parma nel football americano.
Note
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Collegamenti esterni
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